Domenico Starnone

È uno scrittore italiano. Il suo ultimo romanzo è Lacci (Einaudi 2014). 

Domenico Starnone
Il peccato originale

In Bruciare tutto di Walter Siti più della pedofilia dovrebbe scandalizzarci l’ampia rappresentazione del comune abominio quotidiano. Leggi

Un po’ di solletico

Il gesto all’americana delle virgolette fatte arcuando indice e medio di tutt’e due le mani comincia ad affacciarsi in televisione. Questo significa che, come tante cose degli Stati Uniti, non sapremo più farne a meno, diventerà automatico, lo adotteranno anche quelli che non sanno cosa sono le virgolette. Leggi

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Formazione sospetta

Sempre più frequentemente si affaccia il sospetto che i nostri governanti abbiano cominciato a barare già sui banchi di scuola, che i loro diplomi, le lauree, i dottorati siano stati un addestramento per fare velocemente e alla grande carriere politiche taroccate. È un terreno scivoloso. Leggi

Il ritorno degli dei

Dostoevskij diceva che ci sono cose elevate di cui, in certe circostanze, siamo disposti a ridere in pubblico tanto per sentirci gente di mondo, ma di cui, dentro di noi, assolutamente non riusciamo a ridere. Questa doppiezza sta cedendo. Per esempio, sugli interventi di Bergoglio in principio veniva di fare dell’ironia, ma adesso, vogliamo scherzare? Non c’è politico, in tutto il pianeta, che possa reggere il confronto con lui. Leggi

Una scuola per adulti

Ci lamentiamo a scadenze fisse per come crescono male i ragazzi. Ed è vero, ma li sentiamo gli adulti, mentre chiacchierano sgrammaticando ad ampio raggio in autobus, in metro o al bar? Leggi

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Gioventù invecchiata

L’Italia, stando a quel che si vede in tutti i partiti e partitini e movimenti, Pd in testa, sembra un ospizio a cielo aperto, abitato da giovanivecchi con la speranza di vita politica disperatamente in calo, e da vecchigiovani che puntano a un attivismo eterno come negli spot in lode delle dentiere. Leggi

Monumenti parassiti

Ricordate Sabrina, la francese che ha lasciato il suo nome sulla pietra del Colosseo? Flaubert, in una lettera del 1850, registrava le gesta di un suo antesignano, il cui nome era Thompson di Sunderland. Un imbecille, secondo l’autore di Madame Bovary, la cui grande impresa era stata marchiare con la sua firma a grandi lettere la colonna di Pompeo ad Alessandria. Leggi

Il manganello come simbolo di potenza

L’uso che i poliziotti francesi, qualche settimana fa, hanno fatto del manganello non ha originato un particolare interesse per questo oggetto di culto del buon fascista. Nessuno, per esempio, gli ha dedicato, sui giornali, titoloni con allusioni sessuali come invece è accaduto di recente alla patata. Leggi

Sadismo inutile

Se si dà uno sguardo retrospettivo a giornali e tv, pare che volpi e leoni della politica puntino a dimostrare che Raggi è un pendaglio da forca, buona solo per essere presa a pugni in faccia come la donna di The hateful eight. È tale infatti l’accanimento contro la sindaca che, come nel film di Tarantino, viene voglia di balzar su e gridare: basta con le mazzate, non se ne può più. Leggi

Parlare alla pancia o al cervello

Trump? Grandissimo comunicatore. Che abilità, che tecnica: ecco uno che sa parlare all’intestino. E Marine Le Pen? Anche lei, va diritta alla pancia dei francesi. Perché Donald ha vinto e lei potrebbe vincere? Perché hanno saputo trovare parole nuove e giuste. Cosa significa nuove e giuste? Leggi

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Abbiamo trascurato gli arsenali atomici

La guerra atomica è roba vecchia, un fantasma che appartiene agli anni cinquanta e sessanta e settanta del secolo scorso. Di quella minaccia s’è parlato tanto, all’epoca, sui giornali, nei libri, nei film, per le strade. Poi ci siamo convinti che c’erano persone sagge che trattavano, patteggiavano, controllavano, e gli arsenali atomici hanno smesso di essere in cima alle preoccupazioni del genere umano. Leggi

Le voci di fuori

Muri. Uno dice: “Chi si ricorda di come s’indignava il mondo libero, Stati Uniti in testa, per il muro di Berlino? E dell’esultanza per il suo crollo ci siamo dimenticati?”. Un altro ribatte: “Che c’entra ora il muro di Berlino? Lì si voleva tenere la gente dentro, Trump invece la vuole tenere fuori”. Discutono. Si capisce presto che la simbologia ricorrente è quella del dentro e del fuori. Leggi

La scienza infusa

Di recente abbiamo scoperto che se chi governa non ha una laurea si può chiudere un occhio, ma se questo succede col ministero dell’istruzione la cosa fa scandalo. Perché? Mah. Forse ci si agita in quanto, se la laurea è inessenziale anche per essere ministro di un dicastero che i diplomi li fabbrica, ci vuol poco a concludere che quel certificato non certifica un bel niente in assoluto. Leggi

Per sapere dove andare

Ci vuole un pensiero nuovo, è stato detto di recente da un dirigente del Pd. Ed è giusto, un pensiero nuovo è necessario. Il problema è che dentro tutte le formazioni e movimenti politici pronti a sbranarsi nell’arena italiana e forse planetaria, non solo non si vede pensiero veramente nuovo, ma non si vedono nemmeno pensierini. Leggi

Scommessa audace

I fattacci abbondano, e anche i malfattori e il malfatto. Su e giù per il pianeta, di minuto in minuto, le giornate di una quantità spropositata di esseri umani si mettono non solo male ma malissimo. Augurare una buona giornata, quindi, è una generosa prova di ottimismo. Tuttavia noi lo facciamo e ci rilanciamo la speranza come la palla in una partita a rischio. Leggi

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Scherzetto di Domenico Starnone è un libro forte e dolente

Forse è dal tempo di Via Gemito che Starnone non scriveva nulla di così coinvolgente e forte, dolente. Uno “scherzetto”? Piuttosto una riflessione-confessione su temi gravi, ma affrontata su due registri. Leggi

Le opinioni sono un fiume in piena

Leggere il mondo, ecco una metafora sempre viva e vegeta. C’è un numero vertiginosamente crescente di persone che per professione leggono la realtà e poi ne scrivono su carta o su quella sterminata fabbrica di parole che è la rete. Questo è sicuramente un bene: più siamo, a dire la nostra, e meglio è. Il problema caso mai è che non ne azzecchiamo una. Leggi

Una sera a cena

A una festa di gente agiata e colta, può accadere che partecipino persone di varia provenienza geografica, di diverso colore della pelle, di profilo professionale quasi sempre prestigioso. Di loro parliamo tra noi in svariati modi. Leggi

Altri sguardi

Una volta, se si voleva rendere un ottimo servizio alla provincia in cui si era nati, la si sprovincializzava. L’amore per la terra natia si manifestava esponendo le proprie radici all’influenza positiva di altri mondi. Guardare oltre aiutava a vedersi. Leggi

Comode caselle

C’è un’etichetta per tutto, ormai, basta incollarla e ci si sente in ordine. Se sei nato subito dopo la seconda guerra mondiale, cosa sei? Un baby boomer. E i tuoi figli? Appartengono alla generazione x, a quella y. Leggi

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