Mentre i soldati di Trump pianificavano il sequestro del presidente venezuelano Nicolás Maduro, sulla principale rete tv colombiana andava in onda qualcosa d’inquietante. Non intendo collegare i due eventi, ma la coincidenza è suggestiva. Il 31 dicembre, su Caracol Tv veniva trasmessa La usurpadora, una delle serie più amate dal pubblico sudamericano, storia di due gemelle dai destini opposti. Nel bel mezzo di una scena di gelosie urlate e pianti, lo schermo ha mostrato l’inquadratura di un manichino femminile: sguardo perso, aspetto trasandato, fondo verde. Per tre volte, gli spettatori sono stati colti di sorpresa da questa figura inanimata e disturbante, in netto contrasto con i toni pastello della soap. “L’avete vista anche voi?”, si sono chiesti in rete, dando vita alle teorie più strampalate. Probabilmente si è trattato di una svista tecnica. Forse il manichino era solo usato per calibrare le luci. Ma la nostra suscettibilità è tale che ogni imprevisto assume la forma di un presagio oscuro, un fruscio, un poltergeist che trasforma la tv in una scatola maligna. Una storia racconta che negli anni settanta, in America, un’intrusione pirata contaminò un programma per bambini con pupazzi malefici. Immagini che avrebbero instillato nei piccoli spettatori istinti violenti e bellicosi, segnando il destino di una parte dell’umanità futura. Favolette, equivoci, buffe distopie. Forse. Chissà. Intanto, buon anno. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1647 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati