Alessandra Sarchi
Via da qui
Minimum fax, 140 pagine, 16 euro

Questa raccolta di racconti parla di traslochi insoliti: da una lingua, da un luogo, da un corpo. Alessandra Sarchi, traduttrice e scrittrice, inquadra le esistenze delle sue creature cristallizzandole nel momento esatto in cui mutano, senza raccontare ciò che precede o che segue. Ci sono gli organi di Evelyn che devono essere espiantati e donati, anche se la sua fidanzata non ha voce in capitolo nella decisione; Ines che dopo il divorzio vuole tornare negli spazi affettivi, dialettali e geografici della sua infanzia emiliana; una coppia che entra in clandestinità e vive abusivamente nel sottotetto di un palazzo bolognese; Annamaria che a Los Angeles deve fare i conti con la cattiva traduzione del suo matrimonio e del suo inglese; Marta che riflette sul passaggio alla vita adulta con tutto il suo carico di responsabilità. L’autrice raccoglie con cura i frammenti delle vite sempre di passaggio di una generazione che non abita più un solo luogo, in una continua precarietà economica e sentimentale. Con una straordinaria capacità di sintesi, Sarchi condensa in poche pagine il tumulto, il fallimento e anche il fermento del cambiamento. La solitudine dei suoi personaggi rispecchia la nostra, che viviamo sradicati e trapiantati qua e là, circondati da persone ma abbandonati. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1452 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati