Il 30 gennaio il governo siriano e i curdi hanno annunciato un accordo “globale” in base al quale le forze e l’amministrazione della zona autonoma curda saranno gradualmente integrate nello stato Leggi
L’esercito di Damasco, con il benestare di Washington, ha imposto un accordo per l’integrazione delle forze curde nelle istituzioni siriane Leggi
La sera del 20 gennaio il governo siriano ha annunciato un nuovo cessate il fuoco di quattro giorni con le forze curde, costrette a ritirarsi dalle loro roccaforti nel nordest del paese e abbandonate dall’alleato statunitense Leggi
Il 18 gennaio il presidente siriano Ahmed al Sharaa ha annunciato un accordo con le forze curde che prevede un cessate il fuoco, la cessione di territori e l’integrazione dei combattenti nell’esercito siriano. Leggi
L’11 gennaio il governo siriano si è assicurato il controllo di Aleppo, nel nord della Siria, dopo giorni di combattimenti in due quartieri curdi. I combattenti curdi sono stati trasferiti nell’area autonoma gestita da questa minoranza. Leggi
Dalla lista nera dell’Fbi alla Casa Bianca: il 10 novembre il presidente statunitense Donald Trump ha ricevuto Ahmed al Sharaa, il cui paese entrerà a far parte della coalizione internazionale contro il gruppo Stato islamico. Leggi
Il 6 novembre il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha revocato le sanzioni contro il presidente ad interim siriano Ahmed al Sharaa, che la prossima settimana effettuerà una storica visita alla Casa Bianca. Leggi
Il 16 luglio Israele ha bombardato il quartier generale dell’esercito siriano a Damasco per costringere le forze governative a ritirarsi dalla città drusa di Al Suwayda, dove quasi 250 persone sono morte in tre giorni di violenze. Leggi
Il 15 luglio l’aviazione israeliana ha bombardato le forze di sicurezza siriane che erano appena entrate ad Al Suwayda, una città a maggioranza drusa nel sud della Siria. Leggi
Il 14 luglio le nuove autorità siriane hanno inviato l’esercito nella regione meridionale di Al Suwayda, dove gli scontri tra tribù beduine sunnite e combattenti drusi hanno causato almeno 89 morti. Leggi
L’intellettuale e dissidente Yassin al Haj Saleh attraversa il suo paese dopo undici anni di esilio e racconta alla moglie rapita e scomparsa sfide, timori e speranze di una nuova epoca Leggi
Le recenti iniziative del presidente statunitense in Medio Oriente riflettono un asse sempre più stretto con l’Arabia Saudita. E anche il ruolo crescente del principe ereditario del regno nella definizione della strategia di Washington. Leggi
Il 14 maggio Donald Trump ha avuto un breve incontro a Riyadh, in Arabia Saudita, con il presidente ad interim siriano Ahmed al Sharaa dopo che il giorno prima aveva annunciato la revoca delle sanzioni statunitensi contro la Siria. Leggi
Dopo i massacri che a marzo avevano colpito gli alawiti, è ora la comunità drusa a subire una nuova ondata di attacchi. E mentre il governo ad interim fatica a mantenere il controllo, Israele rafforza la sua presenza militare nel paese. Leggi
Almeno quattro persone sono morte nella notte tra il 28 e il 29 aprile negli scontri tra le forze di sicurezza siriane e i combattenti della minoranza drusa a Jaramana, una località alla periferia della capitale Damasco. Leggi
Il 3 aprile le autorità siriane hanno accusato Israele di voler destabilizzare la Siria dopo alcuni raid aerei che hanno distrutto un aeroporto militare seguiti da un’incursione di terra nel sud del paese. Leggi
Il 13 marzo il presidente ad interim Ahmed al Sharaa ha firmato una dichiarazione costituzionale che garantisce la separazione dei poteri e i diritti delle donne. Sarà applicata per un periodo transitorio di cinque anni. Leggi
La presidenza siriana, che sta cercando di riunificare la Siria dopo tredici anni di guerra civile, ha annunciato un accordo per integrare nello stato le istituzioni civili e militari dell’amministrazione autonoma curda nel nordest del paese. Leggi
Il 10 marzo il ministero della difesa siriano ha annunciato la fine di un’operazione militare nell’ovest del paese, dove i combattimenti e le esecuzioni di massa hanno causato quasi 1.500 morti dal 6 marzo. Leggi
Almeno quindici persone, tra cui quattordici donne, sono morte il 3 febbraio nell’esplosione di un’autobomba a Manbij, nel nord della Siria, dove sono in corso combattimenti tra le forze curde e le milizie filoturche. Leggi
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