Ambiente

La catastrofe climatica che non vogliamo vedere

La gravità degli effetti del cambiamento climatico è ignorata da politici, scrittori e mezzi d’informazione. La denuncia dello scrittore indiano Amitav Ghosh. Leggi

Viaggio nella provincia assediata dalle discariche

In provincia di Brescia finiscono rifiuti da tutta Italia. Le aziende guadagnano milioni e i residenti si sentono in pericolo. Leggi

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I mari africani svuotati dai pescherecci stranieri

Il pesce dell’Africa occidentale è in netta diminuzione. Lo catturano i grandi pescherecci stranieri incuranti delle leggi e della crisi dei pescatori locali. Leggi

L’Artico è invaso da un mare di plastica che viene da lontano

Una zona dell’Artico sta diventando una discarica di plastica. Sul fondo del mare in questa zona si sta probabilmente accumulando del materiale trasportato da sud. Leggi

Quasi la metà dei 200 siti naturali elencati come patrimonio mondiale dell’umanità sono teatro di bracconaggio o sfruttamento illegale.
Quasi la metà dei 200 siti naturali elencati come patrimonio mondiale dell’umanità sono teatro di bracconaggio o sfruttamento illegale. Lo denuncia un rapporto del Wwf secondo cui il fenomeno riguarda “il 45 per cento delle specie di fauna e flora selvatiche classificate come in via di estinzione”. Secondo il rapporto, il bracconaggio di specie in pericolo – prime tra tutte elefanti, rinoceronti e tigri – è segnalato in almeno 43 siti patrimonio mondiale, mentre i casi di disboscamento illegale di specie vegetali di pregio come il palissandro e l’ebano, sono elencati in 26 siti.
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In volo sull’Artico che scompare

Il fotografo Mario Tama ha accompagnato i ricercatori della Nasa nell’operazione IceBridge, un’impresa che prevede il monitoraggio aereo sopra alcune zone dell’Artico in Canada e Groenlandia. L’obiettivo dell’operazione è valutare il mutamento delle calotte polari negli ultimi nove anni. Leggi

La grande barriera corallina australiana è in pericolo.
La grande barriera corallina australiana è in pericolo. Il rischio di sbiancamento, fenomeno osservato per il secondo anno consecutivo, è stato confermato dalle indagini aeree del sito, patrimonio dell’Umanità dal 1981. L’ecosistema che si estende lungo 2.300 chilometri – il più grande del mondo – è danneggiato dal riscaldamento delle temperature oceaniche, spiega James Kerry, un biologo della James Cook University, che ha coordinato le osservazioni aeree.
Il lago Titicaca sta morendo

Con una superficie di ottomila chilometri quadrati, il lago Titicaca, tra Bolivia e Perù, è il più grande bacino del Sudamerica. Prima dell’arrivo degli spagnoli nel sedicesimo secolo, la zona intorno al lago era abitata dagli incas, che lo consideravano il luogo natale del Sole. Con l’incremento del turismo e la rapida urbanizzazione delle città vicine alle sponde, ultimamente si registra un innalzamento dei livelli di inquinamento. Leggi

I danni dell’inquinamento non conoscono confini

L’inquinamento atmosferico non dovrebbe essere visto come un problema solo locale. Uno studio, pubblicato sulla rivista Nature, ha cercato di capire l’impatto dello smog a livello internazionale. I ricercatori sono così arrivati alla conclusione che in molti casi le vittime si trovano in paesi diversi da quelli che hanno prodotto l’inquinamento. Leggi

Trump non può fermare la lotta contro il riscaldamento globale

“La mia amministrazione sta mettendo fine alla guerra al carbone”, ha dichiarato Donald Trump, circondato dal solito capannello di collaboratori e (in questo caso) minatori, mentre apponeva la sua gigantesca firma sull’Energy independence executive order (ordine esecutivo sull’indipendenza energetica). Ma negli Stati Uniti il carbone, come fonte d’energia, sta morendo per motivi che vanno ben oltre i margini d’azione degli ordini esecutivi. Leggi

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A passeggio in Siberia sul lago Baikal tra turisti e inquinamento

La costa è una linea azzurrina, lontana. Intorno c’è solo ghiaccio, una distesa che sembra sconfinata. Siamo sul lago Baikal, Siberia orientale: un mare lungo 620 chilometri, largo tra i 20 e gli 80, profondo circa un chilometro e mezzo, la più grande massa d’acqua dolce del pianeta. D’inverno si copre di uno strato di ghiaccio abbastanza spesso da reggere pulmini e jeep. Così, sul lago qui va inteso alla lettera: siamo sopra al lago e lo attraversiamo a bordo di una jeep. Leggi

L’Amazzonia mostra ancora i segni dell’opera umana.
L’Amazzonia mostra ancora i segni dell’opera umana. Le popolazioni che abitavano nella regione prima dell’arrivo degli europei hanno selezionato e modificato alcune specie di alberi, come il noce del Brasile, l’açai e l’albero della gomma. Una ricerca ha scoperto che, vicino ai siti archeologici, questi alberi sono più abbondanti di altri. In particolare, appare modificata la struttura della foresta amazzonica orientale e sudoccidentale.
Salviamo le giraffe

Negli ultimi trent’anni la popolazione di giraffe si è ridotta del 30 per cento. Secondo il Living Planet Report 2016 del Wwf, se non agiremo rapidamente il mondo potrebbe perdere i due terzi dei suoi animali selvatici entro il 2020. Il video del Guardian. Leggi

Storie di chi salva le foreste del Borneo

Dal 1990 al 2015 il mondo ha perso 129 milioni di ettari di foreste, distrutti dalle motoseghe, dal fuoco e dal cemento. La deforestazione è andata avanti a un ritmo spaventoso: sono scomparsi circa dieci ettari – l’equivalente di quattordici campi da calcio – di bosco al minuto, per attività dell’uomo come l’agricoltura, l’estrazione di materie prime e l’urbanizzazione. Leggi

La Grande barriera corallina australiana rischia ulteriori eventi di sbiancamento
La Grande barriera corallina australiana rischia ulteriori eventi di sbiancamento. Il fenomeno, che mette a rischio la vita dei coralli, è causato dall’aumento della temperatura del mare. Lo scorso anno il peggior episodio di sbiancamento finora registrato ha ucciso circa un quarto dei coralli dell’area. Secondo un rapporto del Wwf per l’Unesco, questo evento ha cambiato la situazione in modo significativo e il piano del governo non è sufficiente per combattere gli effetti del cambiamento climatico.
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A Nicotera è scoppiata la rivolta dell’acqua

Alle otto del mattino c’è già una discreta folla sulla piazza della Marina di Nicotera, provincia di Vibo Valentia, in Calabria. Donne, uomini, vecchi e giovani. “Siamo stufi di promesse non mantenute”, dicono. “L’acqua è inquinata, il mare è sporco. Viviamo di turismo, ma il mare d’estate è una fogna”. Leggi

Un pinguino sudafricano, lo Spheniscus demersus, è minacciato dai cambiamenti ambientali.
Un pinguino sudafricano, lo Spheniscus demersus, è minacciato dai cambiamenti ambientali. I giovani pinguini inesperti si trovano in una trappola ecologica. Sono spinti a cercare i mari freddi e con molta clorofilla, perché in passato queste aree erano quelle più ricche di pesce. Ma oggi le stesse aree non offrono più prede a sufficienza, a causa del cambiamento climatico e della pesca eccessiva. Secondo i ricercatori, dovrebbe essere rivista l’attività di pesca lungo le coste della Namibia e del Sudafrica.
La ricca Brescia ha un problema con l’inquinamento industriale

Sul terreno dei giardinetti è vietato giocare. “Zona inquinata soggetta a divieti”, avverte uno dei cartelli disseminati nei giardini pubblici della zona sud di Brescia, in quartieri come Primo Maggio e Chiesanuova. Ricordano che quei terreni sono intrisi di diossine e di pcb, policlorobifenili, altamente tossici e cancerogeni. Un pericolo subdolo, non si vede. È l’eredità di decenni di attività dello stabilimento chimico Caffaro, vecchio impianto situato un paio di chilometri a ovest di piazza della Loggia, il cuore della città. Leggi

Il commercio mondiale minaccia la biodiversità

È stata creata una mappa che collega il commercio globale alla perdita di biodiversità. In questo modo i ricercatori hanno individuato l’origine geografica delle minacce agli hotspot, le aree più ricche di specie viventi. Leggi

Il governo dell’Uganda cede la terra dei contadini alle imprese straniere

Il governo ugandese, per incoraggiare lo sviluppo e l’uso delle sue foreste, ha affittato ottomila ettari di terreno a un’azienda che sta riforestando l’area per produrre legna da esportare. Gli abitanti della riserva di Bukalena rischiano di perdere la terra che possiedono da decenni perché non possono vantare diritti di proprietà. Il video della Thomson Reuters Foundation. Leggi

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