New Statesman

È un settimanale britannico di sinistra.

Un salto nel tempo con Hilary Mantel

Mentre per me e la mia famiglia prosegue l’isolamento, preparo liste e trovo rifugio nei complotti del sedicesimo secolo. Leggi

Il pericolo politico del nuovo virus

Una crisi sanitaria globale potrebbe favorire le ideologie nazionaliste, che puntano a chiudere i confini alle persone ma non ai capitali e alle merci. Leggi

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La geopolitica delle epidemie

Nel corso della storia le grandi infezioni hanno condizionato i rapporti tra gli stati e spinto i governi a creare organizzazioni internazionali per combatterle. Leggi

Imparare ad amare Madonna

Non si va a vedere Madonna in cerca di vulnerabilità: lei è un mix di autodeterminazione, piacere e audacia. Leggi

Il paradiso dei gangster

Dalla fine della guerra fredda gli interventi militari dell’occidente sono stati controproducenti. Invece di rendere il mondo più sicuro, hanno favorito il crimine organizzato. Dall’archivio di Internazionale. Leggi

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Contraddizioni familiari

Mia madre è morta da tanti anni e il nostro rapporto è stato conflittuale, ma spesso sento il bisogno di raccontarle cose che la renderebbero orgogliosa di me. Leggi

In vacanza con la Brexit

Il mio passaporto appena rinnovato è bordeaux come sempre, ma non ha più la scritta Unione europea sulla copertina. Mi sembra di tornare indietro nel tempo. Leggi

Rapita da Brighton

Pensavo di fermarmi solo una notte, eppure eccomi ancora qui. L’aria salmastra corrode e ricopre di ruggine ogni cosa, e niente qui sembra mai nuovo. Leggi

La scuola è finita, basta lacrime

La fine della scuola è un po’ come ammettere che d’ora in poi loro si collocano nella nostra stessa parte di mondo, il mondo degli adulti, nel bene e nel male. Leggi

La donna che ha fatto tremare Google ed Apple

Margrethe Vestager è danese ed è la commissaria europea per la concorrenza. È stata lei a guidare l’offensiva di Bruxelles contro le multinazionali accusate di elusione fiscale. Dall’archivio di Internazionale. Leggi

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Il palco è mio e lo gestisco io

Anche a me è capitato di essere infastidita o interrotta durante i concerti. Si dimentica che salire sul palco, per certi versi, è come salire su un ring. Leggi

La spia che venne dal pop

Non avrei mai pensato di potermi ritrovare nell’indice della più grande spy story sulla guerra fredda. Eppure, eccomi lì. Leggi

La gioia sfrenata di essere sempre indipendenti

Con la mia musica ho sempre avuto un approccio fai-da-te. Anche i miei esordi sono stati da indipendente. Un po’ mi manca quella sensazione di libertà. Leggi

I favolosi anni della cultura hippy

Grazie al libro The fabulous Sylvester di Joshua Gamson ho imparato molte cose sulla scena gay di San Francisco e sulla controcultura della fine degli anni sessanta. Leggi

L’euforia di manifestare insieme

“La tua è una generazione che ama le marce, vero?”. So che protestare non fa cambiare idea alle persone, ma si tratta comunque di mandare un messaggio. Leggi

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La mia indimenticabile estate pop

Il clima rovente mi ha fatto rivivere il 1976. Avevo 13 anni e andavo di nascosto in discoteca a pomiciare con ragazzi più grandi, per poi scrivere tutto nel diario. Leggi

La fame delle donne

Se vogliamo essere oneste su cosa significa essere donna oggi dobbiamo affrontare i discorsi sull’ossessione per la magrezza. Leggi

Nuove scene da un matrimonio

Sono arrivati figli, lavori diversi, la vecchiaia e il peso del tempo. Ma nelle interviste continuano a chiedermi: “Qual è il segreto del vostro successo come coppia?”. Leggi

Sono 35 anni che a scrivere di me sono solo uomini

A volte sento di non poterne più di insistere, ma non mi capacito di come certi aspetti di questo lavoro rimangano un dominio maschile. Leggi

Ho imparato ad apprezzare l’arte dell’amicizia

Va bene la monotonia, raccontare sempre le stesse storie, tornare su argomenti triti e ritriti. La fatica di essere brillanti a tutti i costi è meglio riservarla agli estranei. Leggi

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