Tracey Thorn

È una musicista e scrittrice britannica. Ha fatto parte del duo Everything But The Girl. Scrive questa column per il New Statesman.

Tracey Thorn
Credevo di odiare il musical

Una delle figlie mi ha portato a vedere Les misérables. Il mio scetticismo si era già sciolto in un bagno di lacrime quando Éponine canta A little fall of rain e poi muore. Leggi

Ogni remix è una bella sorpresa

Mi piace quando un musicista esce dalla sua band, dalla scatola in cui è stato chiuso, scrollandosi di dosso l’etichetta che gli hanno appiccicato sulla schiena. Leggi

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La fine dell’estate

A parte la piccola preoccupazione che Trump scateni la guerra con la Corea del Nord, la vacanza va come sempre: oziamo, mangiamo e non facciamo niente. Leggi

Che delusione il film su Morrissey

England is mine insiste sul lato “giovane artista smidollato” ma è lento, piatto e per buona parte ha il ritmo di una commedia delicata, con qualche momento divertente. Leggi

Avere il teatro nel sangue

Due ottime produzioni teatrali hanno confermato che il palcoscenico può darci ancora soddisfazione. E riesce a esaltare i talenti di ogni famiglia. Leggi

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Un album per tenere lontane le cattive notizie

L’anno scorso, più o meno in questo periodo, ho ricominciato a scrivere canzoni. Un antidoto straordinario al caos e alla disperazione che ci circondano. Leggi

Nostalgia del rock a un concerto di Bob Dylan

Cosa cerco in un concerto? Quali sono le serate che mi sono rimaste più impresse nella memoria, e perché? Leggi

Croce e delizia dei premi letterari

I mezzi d’informazione trasformano il lavoro delle giurie in campi di battaglia. Sarebbe meglio concentrarsi sul valore delle opere selezionate e premiate. Leggi

Vado a correre

Un minuto di corsa, poi 90 secondi di camminata, e così via per un totale di 20 minuti. Cristo, è dura. Ho bisogno di musica. E scelgo il ritmo di Madonna. Leggi

Stare in coppia senza maghi o elettricisti

Ora che i miei figli sono cresciuti e sono entrati nella fase dei rapporti sentimentali, ho capito che non posso dare consigli in materia di appuntamenti. Leggi

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Il lato stucchevole del britpop

I Brit awards ancora oggi si perdono in discussioni su cosa definisce l’indie britannico. Forse basterebbe superare alcuni stereotipi. Leggi

In vacanza senza papà

Poco prima di Natale avevo prenotato una breve vacanza a Tenerife insieme a mia sorella e a suo marito, con la sola preoccupazione che papà stesse bene mentre eravamo via. Poi, qualche settimana fa e non del tutto inaspettatamente, papà è morto. E ora che ci siamo lasciati alle spalle lo shock e il funerale, abbiamo deciso di fare ugualmente quella vacanza, non più accompagnati dalla preoccupazione ma da un misto di sollievo e di rimpianto. Anche perché l’ultima volta che siamo state qui c’era anche lui, con noi. Leggi

Una via d’uscita dalla solitudine

Da dieci giorni sto da sola. Cioè, c’è un quindicenne in casa con me, e anche una diciannovenne, ma gli adolescenti vivono nelle loro camere, emergendone solo ogni tanto per annunciare che sono diventati vegetariani o che vogliono un poster dei Pink Floyd, quindi non è che siano di grande compagnia. E dopo un po’ mi accorgo che sono già diventata una persona diversa, che sono cambiata o forse regredita. Leggi

Quando entro in sala di registrazione è sempre come la prima volta

C’è una canzone nell’ultimo album di Ben, Fever dream, che racconta la storia degli anni in cui faceva il dj al club Plastic People, in Curtain road. E questo fine settimana mi torna spesso in mente, perché sono proprio a Curtain road, a Shoreditch, per incidere i demo dei miei nuovi pezzi e in cerca di nuove esperienze. Leggi

Il femminismo è sempre rivoluzionario

Un paio di settimane fa mi sono imbattuta in un documentario di Bbc4, Property is theft (La proprietà è un furto). Sono rimasta incollata allo schermo, e ho scoperto che era il primo di una serie intitolata Lefties, realizzata da Vanessa Engle nel 2006. La seconda parte alla fine l’ho trovata su YouTube. Angry wimmin (Donne arrabbiate) racconta la storia della nascita del femminismo rivoluzionario alla fine degli anni settanta, e anche questa è piena di cose fantastiche. Leggi

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I vecchi libri parlano del presente

A gennaio ho preso due decisioni. Uno: tenere un diario di lettura, annotando i libri che leggo, magari insieme a qualche appunto e a un paio di citazioni. Due: passare almeno metà dell’anno a leggere vecchi libri. Nessun’epoca o genere in particolare, solo qualsiasi cosa che non sia stata pubblicata negli ultimi cinquant’anni o giù di lì. Leggi

Felicità è guidare la stessa auto di George Michael

Uno dei cliché sulla vita delle celebrità è che si conoscano tutte tra loro. Negli anni ottanta, quando eravamo moderatamente famosi, Ben e io incrociavamo spesso altre persone famose e il riconoscimento reciproco creava una specie di familiarità, anche se non proprio amicizia. Leggi

Cos’è successo al pop impegnato?

Tra gli anni settanta e gli anni ottanta l’impegno politico era vissuto con estrema naturalezza dagli artisti della musica pop. La nostra innocenza oggi sarebbe scambiata per ingenuità. Leggi

Ho smesso di detestare i Beatles

Quand’ero giovane ci sembrava irriverente e divertente rifiutarli, come ridere degli uomini d’affari con la bombetta o mostrare il dito medio ai benpensanti delle periferie. Ma dopo aver visto Eight days a week i miei sentimenti sono cambiati. Leggi

La paura del palcoscenico sparirà con la realtà virtuale?

Mi sono sentita vicina a Zayn Malik di recente. Sarà pure un giovane, ricco e supercarino ex membro di una mega boy band, ma da quando è diventato un solista i giornali parlano di lui solo per la sua lotta contro la paura del palcoscenico, una cosa che suscita sempre la mia simpatia. Leggi

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