Tracey Thorn

È una musicista e scrittrice britannica. Ha fatto parte del duo Everything But The Girl. Scrive questa column per il New Statesman.

Tracey Thorn
Per qualcuno il lockdown non finisce mai

Mentre lottiamo contro lo stress da confinamento, penso che chi convive con una malattia cronica o una disabilità affronta quotidianamente restrizioni simili a quelle che stiamo vivendo. Leggi

La carica del giardinaggio

Uno degli aspetti più rasserenanti di quest’attività è la possibilità di prevedere gli eventi. Sono le piante stesse a desiderare di crescere, quindi basterà dargli terra, acqua e luce e faranno il resto da sole. Leggi

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Non voglio un Natale perfetto

In quest’anno complicato in cui il nostro mondo si è ristretto, anche le ambizioni e le aspettative si sono ridimensionate. Questo può aiutarci a godere delle piccole gioie. Leggi

Quanto mi manca la pista da ballo!

Mi manca quella febbrile euforia che avvolge e unisce tutti in pista. Chissà quando potremo di nuovo respirare e cantare in uno spazio affollato senza sentirci in pericolo… e questo pensiero mi rattrista. Leggi

Una nuova consapevolezza

Il mondo che prima mi dava ispirazione ora mi disgusta, e mi chiedo se da adesso in poi sarà sempre così. Tutta questa consapevolezza acquisita era forse già qui? Leggi

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Calma apparente

Ogni giorno faccio una camminata, mi occupo del giardino e cucino, ma di notte i miei sogni rivelano il mio vero stato d’animo. Leggi

Un salto nel tempo con Hilary Mantel

Mentre per me e la mia famiglia prosegue l’isolamento, preparo liste e trovo rifugio nei complotti del sedicesimo secolo. Leggi

Imparare ad amare Madonna

Non si va a vedere Madonna in cerca di vulnerabilità: lei è un mix di autodeterminazione, piacere e audacia. Leggi

Contraddizioni familiari

Mia madre è morta da tanti anni e il nostro rapporto è stato conflittuale, ma spesso sento il bisogno di raccontarle cose che la renderebbero orgogliosa di me. Leggi

In vacanza con la Brexit

Il mio passaporto appena rinnovato è bordeaux come sempre, ma non ha più la scritta Unione europea sulla copertina. Mi sembra di tornare indietro nel tempo. Leggi

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Rapita da Brighton

Pensavo di fermarmi solo una notte, eppure eccomi ancora qui. L’aria salmastra corrode e ricopre di ruggine ogni cosa, e niente qui sembra mai nuovo. Leggi

La scuola è finita, basta lacrime

La fine della scuola è un po’ come ammettere che d’ora in poi loro si collocano nella nostra stessa parte di mondo, il mondo degli adulti, nel bene e nel male. Leggi

Il palco è mio e lo gestisco io

Anche a me è capitato di essere infastidita o interrotta durante i concerti. Si dimentica che salire sul palco, per certi versi, è come salire su un ring. Leggi

La spia che venne dal pop

Non avrei mai pensato di potermi ritrovare nell’indice della più grande spy story sulla guerra fredda. Eppure, eccomi lì. Leggi

La gioia sfrenata di essere sempre indipendenti

Con la mia musica ho sempre avuto un approccio fai-da-te. Anche i miei esordi sono stati da indipendente. Un po’ mi manca quella sensazione di libertà. Leggi

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I favolosi anni della cultura hippy

Grazie al libro The fabulous Sylvester di Joshua Gamson ho imparato molte cose sulla scena gay di San Francisco e sulla controcultura della fine degli anni sessanta. Leggi

L’euforia di manifestare insieme

“La tua è una generazione che ama le marce, vero?”. So che protestare non fa cambiare idea alle persone, ma si tratta comunque di mandare un messaggio. Leggi

La mia indimenticabile estate pop

Il clima rovente mi ha fatto rivivere il 1976. Avevo 13 anni e andavo di nascosto in discoteca a pomiciare con ragazzi più grandi, per poi scrivere tutto nel diario. Leggi

La fame delle donne

Se vogliamo essere oneste su cosa significa essere donna oggi dobbiamo affrontare i discorsi sull’ossessione per la magrezza. Leggi

Nuove scene da un matrimonio

Sono arrivati figli, lavori diversi, la vecchiaia e il peso del tempo. Ma nelle interviste continuano a chiedermi: “Qual è il segreto del vostro successo come coppia?”. Leggi

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