Tracey Thorn

È una musicista e scrittrice britannica. Ha fatto parte del duo Everything But The Girl. Scrive questa column per il New Statesman.

Tracey Thorn
Stare in coppia senza maghi o elettricisti

Ora che i miei figli sono cresciuti e sono entrati nella fase dei rapporti sentimentali, ho capito che non posso dare consigli in materia di appuntamenti. Leggi

Il lato stucchevole del britpop

I Brit awards ancora oggi si perdono in discussioni su cosa definisce l’indie britannico. Forse basterebbe superare alcuni stereotipi. Leggi

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In vacanza senza papà

Poco prima di Natale avevo prenotato una breve vacanza a Tenerife insieme a mia sorella e a suo marito, con la sola preoccupazione che papà stesse bene mentre eravamo via. Poi, qualche settimana fa e non del tutto inaspettatamente, papà è morto. E ora che ci siamo lasciati alle spalle lo shock e il funerale, abbiamo deciso di fare ugualmente quella vacanza, non più accompagnati dalla preoccupazione ma da un misto di sollievo e di rimpianto. Anche perché l’ultima volta che siamo state qui c’era anche lui, con noi. Leggi

Una via d’uscita dalla solitudine

Da dieci giorni sto da sola. Cioè, c’è un quindicenne in casa con me, e anche una diciannovenne, ma gli adolescenti vivono nelle loro camere, emergendone solo ogni tanto per annunciare che sono diventati vegetariani o che vogliono un poster dei Pink Floyd, quindi non è che siano di grande compagnia. E dopo un po’ mi accorgo che sono già diventata una persona diversa, che sono cambiata o forse regredita. Leggi

Quando entro in sala di registrazione è sempre come la prima volta

C’è una canzone nell’ultimo album di Ben, Fever dream, che racconta la storia degli anni in cui faceva il dj al club Plastic People, in Curtain road. E questo fine settimana mi torna spesso in mente, perché sono proprio a Curtain road, a Shoreditch, per incidere i demo dei miei nuovi pezzi e in cerca di nuove esperienze. Leggi

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Il femminismo è sempre rivoluzionario

Un paio di settimane fa mi sono imbattuta in un documentario di Bbc4, Property is theft (La proprietà è un furto). Sono rimasta incollata allo schermo, e ho scoperto che era il primo di una serie intitolata Lefties, realizzata da Vanessa Engle nel 2006. La seconda parte alla fine l’ho trovata su YouTube. Angry wimmin (Donne arrabbiate) racconta la storia della nascita del femminismo rivoluzionario alla fine degli anni settanta, e anche questa è piena di cose fantastiche. Leggi

I vecchi libri parlano del presente

A gennaio ho preso due decisioni. Uno: tenere un diario di lettura, annotando i libri che leggo, magari insieme a qualche appunto e a un paio di citazioni. Due: passare almeno metà dell’anno a leggere vecchi libri. Nessun’epoca o genere in particolare, solo qualsiasi cosa che non sia stata pubblicata negli ultimi cinquant’anni o giù di lì. Leggi

Felicità è guidare la stessa auto di George Michael

Uno dei cliché sulla vita delle celebrità è che si conoscano tutte tra loro. Negli anni ottanta, quando eravamo moderatamente famosi, Ben e io incrociavamo spesso altre persone famose e il riconoscimento reciproco creava una specie di familiarità, anche se non proprio amicizia. Leggi

Cos’è successo al pop impegnato?

Tra gli anni settanta e gli anni ottanta l’impegno politico era vissuto con estrema naturalezza dagli artisti della musica pop. La nostra innocenza oggi sarebbe scambiata per ingenuità. Leggi

Ho smesso di detestare i Beatles

Quand’ero giovane ci sembrava irriverente e divertente rifiutarli, come ridere degli uomini d’affari con la bombetta o mostrare il dito medio ai benpensanti delle periferie. Ma dopo aver visto Eight days a week i miei sentimenti sono cambiati. Leggi

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La paura del palcoscenico sparirà con la realtà virtuale?

Mi sono sentita vicina a Zayn Malik di recente. Sarà pure un giovane, ricco e supercarino ex membro di una mega boy band, ma da quando è diventato un solista i giornali parlano di lui solo per la sua lotta contro la paura del palcoscenico, una cosa che suscita sempre la mia simpatia. Leggi

Il nido vuoto ha i suoi lati positivi

C’è aria di cambiamento. Condensa sulla finestra della camera da letto, stamattina. Un colpo di freddo uscendo dalla doccia, che mi ha fatto tremare. Fuori, le foglie cominciano ad arricciarsi virando verso il marrone e i fiori che nella pigrizia di fine estate non ho raccolto mi dicono che ormai la stagione è finita davvero. Leggi

In quanto madre non sono migliore delle altre persone

Dopo le dimissioni di David Cameron a giugno la semisconosciuta ministra dell’energia britannica, Andrea Leadsom, stava per diventare premier, finché non ha detto una stupidaggine del tipo “Il fatto di essere madre mi rende una candidata migliore per questa carica”. O almeno questo è quello che sembra che abbia dichiarato, anche se lei sostiene di essere stata fraintesa. Leggi

Questi tempi bui mi hanno spinto di nuovo a scrivere canzoni

Dopo tante settimane di notizie sconvolgenti, pensieri di terrore, orrore e apocalisse, mi è successa una cosa strana. Ho cominciato a scrivere canzoni, cosa che non facevo da almeno un anno. Non su quei sentimenti, ma nonostante quei sentimenti. O forse era qualcosa di più: il bisogno di contrastare la negatività facendo qualcosa di creativo. Leggi

Le migliori letture estive scelte sonnecchiando sulla sdraio

Le vacanze mi piacciono piene di chiacchiere, alcol e libri. Il problema è uno solo: quali libri posso far entrare in una valigia e riuscire ancora a sollevarla. Leggi

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A spasso tra Inghilterra e Galles dopo la Brexit

È difficile sfuggire all’attualità che ci travolge in questo periodo, soprattutto per chi non sa resistere a Twitter. L’unica è chiudersi in un bnb del Galles dove non funziona il wifi. Almeno finché non piove. Leggi

Cosa si prova quando tua figlia va al gay pride dopo la strage di Orlando

Quando sono stata guest editor del programma Today di Bbc Radio 4, un paio d’anni fa, uno degli argomenti che ho proposto era “i giovani e internet” e in particolare il modo in cui la rete può rappresentare un grosso aiuto per gli adolescenti che cominciano a conoscere se stessi e a cercare amici e alleati. Leggi

Quando ho fatto la maturità non prendevo niente sul serio

È tempo di esami e in tutto il paese ci sono adolescenti che ripetono versi utili e importanti di Re Lear chiusi nelle loro camere, incorniciano lo specchio del bagno con post-it motivazionali o attaccano equazioni di chimica sullo sportello del frigo. Le mie figlie lo fanno, almeno. Leggi

Mi piace la natura ma preferisco la città

Ho fatto una passeggiata sotto la pioggia l’altro giorno, imbacuccata nel mio impermeabile e decisa a godermela, dato che avevo appena letto il bellissimo libro di Melissa Harrison Rain, che descrive la gioia del picchiettio delle gocce di pioggia sulle foglie, la luminosa freschezza della vegetazione bagnata e l’odore che si sprigiona dai marciapiedi asciutti quando piove. Leggi

La prima volta che le mie figlie hanno votato

Le mie figlie hanno appena votato per la prima volta alle elezioni per il sindaco di Londra. Ho insistito perché si registrassero appena hanno compiuto 18 anni, dopodiché mi sono data da fare per procurarmi le schede elettorali e il giorno delle elezioni le ho pressate per assicurarmi che andassero a votare. Niente adolescenti ciniche che snobbano le elezioni, in casa mia. Potrei perfino avere pronunciato la frase: “Ci sono persone che sono morte perché voi poteste votare”, tanto per rendere l’idea. Leggi

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