Non riesco a sopportare l’idea che i miei due figli di 10 anni abbiano voluto lasciare il judo per giocare a calcio. Mi dai un motivo per non mettergli i bastoni tra le ruote? –Giulia

Ragionando sul judo mi sono cullato nella descrizione che ne fa l’enciclopedia Treccani: “Originariamente si prefiggeva non solo di dare ai suoi adepti un temibile strumento di difesa, ma d’insegnare, attraverso un lungo tirocinio anche spirituale, una dottrina: raggiungere, con la padronanza del proprio corpo, il dominio delle emozioni; dimostrare l’inutilità della forza fisica di fronte alla padronanza della tecnica”. Poi ho cercato la definizione del calcio: “Gioco, in cui due squadre si contendono il pallone cercando di farlo entrare nella porta avversaria”. II confronto è abbastanza impietoso. Ho scritto in passato cosa penso del mondo del calcio ed episodi come quello della giornalista Greta Beccaglia, aggredita fisicamente e verbalmente da alcuni tifosi dopo una partita, mi confermano l’idea che la cultura calcistica sia maschilista e aggressiva. I tuoi figli, però, per ora stanno solo chiedendo di fare uno sport. Tantissimi uomini e, per fortuna, ora anche un certo numero di donne giocano a calcio e si tengono in forma divertendosi, senza contribuire a valori retrogradi. Quello a cui devi mettere i bastoni tra le ruote non è il calcio ma il lato peggiore della cultura calcistica. Continua a trasmettere ai tuoi figli il femminismo, l’antirazzismo e tutti i valori in cui credi e in questo modo farai in modo che il calcio, se continueranno a praticarlo, sarà solo una sana passione.

Questo articolo è uscito sul numero 1439 di Internazionale, a pagina 16. Compra questo numero | Abbonati