Enrico Trevisiol
Un eroe dei nostri tempi
Accento, 176 pagine, 16 euro

Dopo dieci anni di onorato servizio ho mandato in pensione il mio pc. In quello nuovo è stato installato un soft­ware per l’intelligenza artificiale che, mentre scrivo questa recensione, mi offre la possibilità di riscriverla con un tono più professionale, maggiormente amichevole, o anche di renderla più concisa. È come vedere in diretta l’estinzione del proprio lavoro. E il libro di Trevisiol comincia con un licenziamento. Pietro fa due lavori – copywriter di giorno e parcheggiatore per una discoteca la notte –, fa volontariato, vive con Camilla, deve ottenere un mutuo. È l’eroe dei nostri tempi anticipato dal titolo di questo esordio. Il romanzo di Trevisiol è un lungo flusso di coscienza, gestito abbastanza bene, e puntellato da un’ironia che è ulteriormente amplificata dalla capacità dell’autore di replicare il parlato. L’umorismo, il tragicomico e il colloquiale costruiscono un mondo difficile da abitare. È una scelta stilistica che sento datata e a tratti monotona ma, una volta assimilata, non incide nella lettura di una storia che si apprezza di più per il contenuto. Pietro riflette sulla nostra età dell’incertezza, in cui facciamo lavori che non sembrano tali, pagati una miseria e insufficienti a costruirci un futuro reale, condanna a un’eterna giovinezza. I problemi dei millennial tra queste pagine fanno compagnia e, a dispetto di quel che si chiede spesso Pietro, fanno sentire meno soli. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1648 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati