È difficile ammetterlo, ma all’interno delle controculture che attirano le mie simpatie le persone stanno cadendo come mosche. Ogni settimana mi arriva la notizia di un conoscente colpito da una forma grave di covid-19 che si era vantato dei benefici dell’“immunità naturale” e aveva criticato i vaccini. Alcuni sono in terapia intensiva. Nelle controculture, che per anni hanno cercato di creare una società giusta, gravitano individui che minacciano la sopravvivenza altrui. Le idee no vax non sono le uniche a essersi infiltrate in questi movimenti. Ogni giorno vedo teorie del complotto spostarsi facilmente da destra a sinistra. Ascolto persone che stimo sostenere le stesse tesi del suprematismo bianco, ignorandone apparentemente l’origine. Gli hippy che un tempo volevano costruire comunità libere oggi condividono meme di un individualismo estremo.

La sovrapposizione tra idee new age e destra radicale non è una novità. I nazisti apprezzavano l’astrologia, le feste pagane, l’agricoltura tradizionale, la protezione delle foreste, l’educazione ambientalista e la celebrazione della natura. Promuovevano l’omeo­patia e la “guarigione naturale” e tendenzialmente si opponevano alle vaccinazioni. Questo precedente non va dimenticato, ma al tempo stesso non è il caso di abbandonarsi a quello che lo storico britannico Simon Schama chiama “il sillogismo osceno”. Ovvero: se i nazisti sostenevano le idee new age, la medicina alternativa e la protezione dell’ambiente, allora chiunque lo faccia oggi è un nazista.

Dopo che i partiti politici teoricamente di sinistra si sono allineati alle grandi aziende, la destra si è impossessata del linguaggio che era stato di quei partiti

Negli anni sessanta e settanta i fascisti europei cercarono di reinventarsi, usando temi presi in prestito dagli anarchici. Così facendo trovarono terreno fertile in alcune frange del primitivismo e dell’ecologia profonda. In ogni caso gran parte di ciò a cui stiamo assistendo è una novità. Qualche anno fa nessuno avrebbe mai immaginato di vedere hippy con i dread­lock diffondere le farneticazioni di QAnon e le teorie su un complotto contro Donald Trump. Oggi i vecchi confini sono stati cancellati, e l’estremismo di destra ha raggiunto le persone più insospettabili. Il movimento no vax è un canale ideale per far penetrare le idee della destra radicale nella controcultura di sinistra. Per anni l’ostilità nei confronti dei vaccini ha unito l’estrema destra alla sinistra ecologista. Le idee no vax si sovrappongono facilmente alle teorie del complotto. Questa tendenza è stata rafforzata dagli algoritmi di Facebook, che spingono le persone scettiche sui vaccini verso i gruppi di estrema destra. In alcuni casi sono stati ripristinati i legami tra i movimenti del “benessere” e la paranoia antisemita. Il concetto del “corpo sovrano”, libero da contaminazioni chimiche, ha cominciato a fondersi con la paura di un piano oscuro per privarci della nostra autonomia. Alcuni no vax hanno cominciato a definirsi “purosangue”, una parola che dovrebbe far venire i brividi a chi conosce la storia del novecento.

Credo che questa sintesi tra la sinistra alternativa e le culture di destra sia stata accelerata dal senso di tradimento. Dopo che i partiti politici teoricamente di sinistra si sono allineati alle grandi aziende, la destra si è impossessata del linguaggio che era stato di quei partiti. Steve Bannon e Dominic Cummings si sono appropriati di temi come la resistenza contro i poteri forti e la volontà di riprendere il controllo delle proprie vite. Ora lo scambio linguistico è completo: i partiti di sinistra parlano di sicurezza e stabilità, mentre la destra parla di libertà e rivolta. Ma anche i problemi attuali hanno un ruolo in questo fenomeno. Un giustificato sospetto verso le multinazionali farmaceutiche si scontra con la necessità di una vaccinazione di massa, mentre i lockdown e altre restrizioni per arginare i contagi in altre circostanze sarebbero state giustamente considerate azioni coercitive di controllo politico. Inoltre per combattere la pandemia e la crisi climatica si stringono accordi tra i governi, una realtà difficile da accettare per movimenti che per anni si sono scagliati contro i poteri multilaterali, puntando sull’attività dal basso.

Come facciamo a restare fedeli alle nostre radici controculturali e a resistere alla destra? C’è un principio hippy che varrebbe la pena applicare: l’equilibrio. Non parlo del centrismo, che è dannoso. Intendo l’equilibrio tra i valori in cui è possibile trovare il vero radicalismo: ragione e calore umano, empirismo ed empatia, libertà e riflessione. Questo equilibrio ci difenderà dall’estremismo. È giusto ricercare la semplicità, ma dobbiamo tenere presente che il corpo umano, la società umana e il mondo naturale sono molto complessi. La vita è un casino. La sovranità sul corpo e sullo spirito è un’illusione. Non esiste un’essenza pura, siamo tutti mezzosangue. L’illuminazione, in qualsiasi modo la si intenda, è possibile solo attraverso un contatto con le idee degli altri. L’autorealizzazione richiede una costante autoanalisi. La vera libertà emerge dal rispetto per gli altri. ◆ as

George Monbiot è un giornalista del Guardian esperto di questioni ambientali. Il suo ultimo libro uscito in Italia è Riprendere il controllo. Nuove comunità per una nuova politica (Treccani 2019). Questo articolo è uscito sul Guardian.

Questo articolo è uscito sul numero 1429 di Internazionale, a pagina 42. Compra questo numero | Abbonati