Sommario

918 (7/13 ottobre 2011)

Anche l’America ha paura

Crisi e disoccupazione spingono gli statunitensi a protestare. Seguendo l’esempio dei movimenti nati in Europa e in Medio Oriente. E occupando Wall street.

918 (7/13 ottobre 2011)

Tiranni

“Studiate i volti dei nuovi tiranni. Esito a chiamarli plutocrati, perché il termine è troppo storico e questi uomini sono parte di un fenomeno che non ha precedenti. Chiamiamoli piuttosto profittatori. Le loro facce da profittatori hanno molti tratti in comune. Questa conformità dipende in parte dalle circostanze – possiedono talenti analoghi e vivono secondo abitudini simili – e in parte è una scelta di stile. Hanno età diverse, ma lo stile è quello di uomini che vanno per i cinquanta. Sono vestiti in modo impeccabile e il loro abbigliamento è rassicurante, come la sagoma dei furgoni portavalori. Tutt’altro che mostruosi, i loro volti, benché un po’ tesi, paiono quasi insipidi. Sulla fronte hanno molte rughe orizzontali. Non si tratta di solchi scavati dal pensiero, ma di linee che trasmettono informazioni non stop. Occhi piccoli, pronti, che esaminano tutto e non contemplano nulla. Orecchie capienti come una banca dati, ma incapaci di ascoltare. Labbra che tremano di rado, e bocche che prendono implacabilmente decisioni. Mani gesticolanti, che dimostrano formule e non toccano l’esperienza. Capigliature meticolosamente pettinate come per un test di velocità aeronautica. La piena fiducia in se stessi che traspare dai loro volti è pari alla loro ignoranza, che è anch’essa evidente. I profittatori non sanno niente di niente, né della qualità né dell’essenza delle cose. Conoscono bene solo le loro impressioni sui loro racket. Da qui la paranoia e, generata dalla paranoia, la loro energia ripetitiva. Il loro reiterato articolo di fede è: non c’è alternativa”.

Brano letto da John Berger e Arundhati Roy al teatro Comunale di Ferrara, domenica 3 ottobre 2011, e tratto da Il taccuino di Bento, di John Berger, in uscita a marzo da Neri Pozza.

Internazionale, numero 918, 7 ottobre 2011 Leggi

In copertina

Anche l’America si ribella

La crisi e la disoccupazione spingono gli statunitensi a protestare. Seguendo l’esempio dei movimenti nati in Europa e in Medio Oriente. Il reportage di Laurie Penny da New York.

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In copertina

Tre ragioni per avere paura

Anche se i leader europei riusciranno a salvare l’euro, il mondo resterà in pericolo. I paesi emergenti rallentano e gli Stati Uniti insistono con la loro politica fiscale irresponsabile, scrive l’Economist.

In copertina

Il giro del mondo delle proteste

Da Israele alla Grecia, dall’India alla Spagna, centinaia di migliaia di cittadini scendono in piazza. Sono colpiti dalla crisi economica e non hanno più fiducia nei loro governi.

In copertina

L’Italia diventerà un parco a tema

Il paese ha bisogno dell’aiuto della Cina. Ma in questo modo rischia di perdere il controllo sulle sue risorse. Il commento di un economista esperto di questioni asiatiche.

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Economia

Democrazia nel piatto

Orti urbani e ogm, pesticidi e sementi locali, multinazionali e commercio equosolidale. Nell’industria alimentare si agitano movimenti in contrapposizione tra loro. Un intervento della scrittrice e ambientalista statunitense Frances Moore Lappé sul food movement.

Economia

L’orto di Michelle

Negli Stati Uniti la riforma alimentare avrà successo solo con il sostegno delle compagnie assicurative, scrive Michael Pollan.

Economia

Le quotazioni della fame

I broker della borsa di Chicago decidono i prezzi mondiali di mais, soia e riso. Spesso speculandoci sopra. Il reportage dello Spiegel.

Economia

Contro la caccia al profitto

Secondo Raj Patel, per avere un sistema alimentare democratico bisogna riscrivere le regole del sistema finanziario

India

Morti che parlano

Dopo il ritrovamento di alcune fosse comuni, il governo ha negato l’ingresso a un giornalista statunitense diretto in Kashmir. Ma non si può soffocare il silenzio, scrive Arundhati Roy.

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Polonia

Il futuro è a Łódź

Il rinnovamento di questa vecchia città industriale è l’immagine della trasformazione della Polonia. Viaggio in un paese che cambia alla vigilia delle elezioni del 9 ottobre.

Scienza

Metropolitana bollente

Ogni giorno milioni di persone in tutto il mondo affrontano il caldo dei vagoni. Un gruppo d’ingegneri britannici sta sfidando la termodinamica per raffreddare i tunnel.

Portfolio

Pablo Balbontín ha percorso la costa spagnola dal confine con la Francia a Cadice, fotografando i bordelli dove le prostitute sudamericane vivono da recluse.

Ritratti

Enrique Peña Nieto. Scalata al potere

Inaugura continuamente nuove opere pubbliche, ha stretti rapporti con il gruppo editoriale Televisa ed è sposato con una nota attrice. Potrebbe essere il prossimo presidente messicano.

Viaggi

Traversata mediterranea

In traghetto da Marsiglia a Tunisi. A bordo l’odore di sigarette e caffè copre quello del mare. Intanto la tv racconta i fatti della primavera araba.

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Graphic journalism

Cartoline da Mumbai

Una storia di Priya Khatri e Vidhi Shah

Pop

Contro gli ecologisti

L’ecologia presuppone un mondo statico. Dopo tanti anni in cui avevamo pensato che la cosa buona fossero i cambiamenti, dev’essere molto tranquillizzante. Un articolo di Martín Caparrós.

Pop

Il mio vizio ostinato

Bora Ćosić

Africa e Medio Oriente

Una rivoluzione amara per gli yemeniti

L’opposizione al regime di Sana’a non è riuscita a sfruttare l’assenza del presidente per allargare la sua base. Dopo il ritorno di Saleh, il paese è sull’orlo di una guerra civile.

Europa

L’omicidio Politkovskaja ancora senza colpevoli

Nessuna condanna e nessun mandante. A cinque anni dalla morte della giornalista russa, l’inchiesta è a un punto morto. Ma il coinvolgimento dei servizi segreti è sempre più evidente.

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Americhe

La luna di miele di Morales con gli indigeni è finita

La crisi scoppiata per la costruzione di una strada in una riserva indigena sta minando la popolarità del presidente della Bolivia. Che ha perso l’appoggio dei movimenti sociali.

Asia e Pacifico

Una piccola vittoria per il popolo birmano

Dopo le proteste popolari, il governo ha sospeso la costruzione di un’enorme diga. Ma è solo l’inizio della battaglia democratica, scrive il settimanale dei birmani in esilio.

Sul tetto del mondo

Il 29 maggio 1953 il neozelandese Edmund Hillary e lo sherpa nepalese Tenzing Norgay raggiungevano la cima dell'Everest, la montagna più alta del mondo. Leggi

Scienza e tecnologia

L’allarme antincendio al wasabi

Dagli studi sugli sbadigli delle tartarughe all’allarme per svegliare le persone sorde: ecco i vincitori degli Ig Nobel di quest’anno, i premi alle ricerche più assurde.

Scienza e tecnologia

La fine del gusto

Facebook ha annunciato delle novità che nascondono un piano molto ambizioso. Si chiama “condivisione senza attrito”, e potrebbe rendere la nostra vita digitale decisamente più noiosa, scrive Farhad Manjoo.

Economia e lavoro

Petrolio più caro per la pace sociale

I paesi del Golfo vogliono avviare ambiziosi programmi di assistenza per contenere il malcontento dei cittadini. Per finanziarli, dovranno tenere alto il prezzo del greggio.

Editoriali

Perugia e la giustizia italiana

The Guardian

Editoriali

Tutti contro Assad

Le Monde

Opinioni

La sindrome che non c’è

Maiuscolo newyorchese

Nel settembre del 2010 la Federal highway administration (Fhwa) ha emanato le nuove linee guida sui “dispositivi per il controllo del traffico” nelle città statunitensi. Leggi

Sarà per la prossima volta

“Grazie per avermi invitato”. Mi ci sono volute due o tre conferenze per ritrovare un po’ di buone maniere. Leggi

Cambiamento a quattro ruote

La sua carrozzeria arrugginita, poggiata su alcuni mattoni che stanno al posto delle ruote, riposa sotto un telo azzurro. Leggi

Le menzogne sulla crisi

Nascondere la verità come metodo di governo è una prassi generalizzata in Europa e nel mondo. Nessuno parla della probabile fine dell’euro né spiega come e perché può essere evitata. Leggi

Miss pallottola nel Messico di oggi

Miss Bala riflette una realtà in cui aprire la porta sbagliata può cambiare il tuo destino per sempre. Non è un caso se Gerardo Naranjo ambienta il suo film alla frontiera. Leggi

Fuga da Venezia

Antonio Scurati, La seconda mezzanotte Leggi

Il riscaldamento del buonsenso

Martín Caparrós, Non è un cambio di stagione Leggi

Moneytaristi

1. Pink Floyd, Money (Roger Waters demo)

In principio, era un semplice blues che in quattro accordi meditava sui soldi, con una retorica da liceali svegli, ai tempi in cui “commerciale” era peggio del colera, l’insulto definitivo. Certo è ironico che questa demo piuttosto rudimentale (anche se già con rumorini di soldini e registratore di cassa in coda) dell’antimonetarismo watersiano finisca tra i pezzi forti dell’ennesima operazione di sfruttamento economico di The dark side of the moon, in una Immersion edition che vale anche come case history di business administration.

2. Pink Floyd, Money (early mix 1972)

Ascoltare bene: il loop dei registratori di cassa non è ancora quello definitivo; il giro di chitarra pesa troppo sul mix; il piano elettrico è troppo sfumato sullo sfondo, ci sono meno effetti in coda… La versione di questo premissaggio è quasi identica a quella definitiva, ma per apprezzare il livello di feticismo sonoro bisogna essere davvero o impallinati di Pink Floyd dei tempi d’oro, o seguaci assoluti di Alan Parsons, che prima di correre dietro ai suoi Project qui era l’ingegnere del suono. Scontato, poi, che si conosca a memoria ogni singolo accordo.

3. The Drums, Money

Come un early mix dall’album inedito in cui gli Smiths stavano in spiaggia a fare il verso ai Beach Boys, questo è quel punto di tristezza anglosassone in cui si soffre perché si è troppo squattrinati per fare un regalo, troppo di Brook­lyn per essere inglesi, troppo machu per essere picchu, troppo baciati dal successo per non sfiorare l’autodistruzione. I Drums incarnano un po’ tutte queste cose in un comodo rotolone convenienza. Che lo sfruttamento commerciale abbia inizio! Ah no, è già in corso, let’s go surfing.

Internazionale, numero 918, 7 ottobre 2011 Leggi

Opinioni

Talenti d’autunno

Università, chi corre e chi no

Per valutare la scolarità dei paesi del mondo si guarda anzitutto alla quota di maschi e femmine usciti dall’analfabetismo. Leggi

Opinioni

22 per cento

Il cuore del tè verde

Il tè verde può contribuire a ridurre il colesterolo? Leggi