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I dirottatori dell’aereo libico atterrato a Malta si sono arresi
I dirottatori dell’aereo libico atterrato a Malta si sono arresi. Sono scesi dall’aereo insieme agli ultimi membri dell’equipaggio che erano rimasti a bordo e sono stati arrestati. Nella mattinata del 23 dicembre il pilota dell’Airbus 320 della Afriqiyah Airways, che stava percorrendo una tratta interna alla Libia con a bordo 118 passeggeri, era stato costretto a dirigersi all’aeroporto internazionale di Malta. I due dirottatori, che hanno usato armi finte, hanno detto di essere sostenitori dell’ex dittatore Muammar Gheddafi e volevano chiedere asilo politico a Malta.
Aereo libico dirottato atterra a Malta.
Aereo libico dirottato atterra a Malta. Un volo interno libico è stato dirottato ed è atterrato a Malta. Il pilota dell’Airbus 320 della Afriqiyah Airways, con a bordo 118 persone, è stato costretto a dirigersi all’aeroporto internazionale di Malta. Non è ancora chiaro il numero dei dirottatori. Sono stati fatti scendere tutti i passeggeri e rimangono a bordo alcuni membri dell’equipaggio. Secondo fonti libiche, i dirottatori sono sostenitori dell’ex dittatore Muammar Gheddafi e avrebbero chiesto asilo politico a Malta.
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Precipita un aereo a Malta, morti cinque cittadini francesi
Precipita un aereo a Malta, morti cinque cittadini francesi. Le vittime sono tre funzionari del ministero della difesa e due civili che lavoravano per un’azienda privata. Stavano partendo per delle operazioni di ricognizione sul traffico di droga ed esseri umani nel Mediterraneo. L’aereo è precipitato verso le 7.20, subito dopo il decollo all’aeroporto internazionale di Malta. Secondo le prime ricostruzioni, si è trattato di un guasto.
L’Europa non trova un accordo con i paesi africani sull’immigrazione e cerca un patto con la Turchia

Il vertice sull’immigrazione, che si è svolto a Malta l’11 e 12 novembre, ha prodotto due risultati: ha sancito che non esiste una visione comune tra paesi africani ed europei sulla gestione dei flussi migratori e ha confermato che i leader europei sono pronti a fare accordi con la Turchia per fermare l’arrivo in Europa di migliaia di migranti. Leggi

Il vertice di Malta sull’immigrazione darà risultati limitati e parziali

Il vertice nasce dall’iniziativa presa dalla Francia e dalla Germania la scorsa primavera dopo un naufragio di migranti africani salpati dalla Libia. All’epoca l’intenzione era quella di gettare le basi per una maggiore cooperazione in modo che l’Africa frenasse la partenza dei migranti, ricevendo in cambio l’aiuto dell’Europa per aumentare l’occupazione. Leggi

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Il vertice di Malta sui migranti si concentra sui rimpatri più che sulla cooperazione con l’Africa

Gli stati europei sono pronti a finanziare i paesi africani con miliardi di euro di aiuti in cambio di procedure più rapide per il rimpatrio dei migranti irregolari, arrivati in Europa negli ultimi mesi. Tuttavia gli stati africani sono riluttanti ad accettare questo tipo di accordi, perché le rimesse dei connazionali, emigrati all’estero sono un fattore importate di sviluppo e ricchezza. Leggi

La privatizzazione del soccorso in mare

Negli ultimi tre giorni sono stati soccorsi dai mezzi della marina militare, della guardia costiera e della guardia di finanza italiana più di seimila migranti. Tra questi anche 369 persone (la maggior parte eritrei, tra cui 45 bambini) che sono state salvate dalla prima iniziativa privata di salvataggio in mare, la Migrant offshore aid station (Moas). Dal 1 maggio, infatti, in collaborazione con Medici senza frontiere (Msf), Moas ha lanciato una missione per soccorrere i migranti in difficoltà che provano ad attraversare il Mediterraneo. L’idea è stata lanciata da una coppia, Regina e Christofer Catrambone, che nel 2014 ha condotto diverse operazioni di salvataggio in mare, anche per far luce sulla mancanza di mezzi di soccorso pubblici, dopo la fine dell’operazione Mare nostrum. Moas si sta servendo di una nave di quaranta metri, Phoenix, dotata di gommoni e droni di sorveglianza. Sulla nave lavora un equipaggio di venti persone e una squadra di Msf per l’assistenza medica dei migranti. I quasi quattrocento migranti aiutati da Phoenix sono stati trasferiti nel porto siciliano di Pozzallo, dopo il soccorso in mare.

I funerali delle vittime del naufragio

A Malta sono in corso i funerali delle 24 vittime del naufragio avvenuto tra il 18 e il 19 aprile al largo delle coste libiche. Si stima che le vittime del disastro marittimo siano 800, ma sono stati recuperati solo 24 corpi. La cerimonia celebrata all’ospedale mater Dei di Tal Qroqq è interreligiosa. Partecipano ai funerali il commissario europeo per gli affari interni e l’immigrazione Dimitris Avramopoulos, il ministro italiano dell’interno Angelino Alfano e il primo ministro maltese Joseph Muscat.

Altre due imbarcazioni cariche di migranti soccorse nel Mediterraneo

Nuove chiamate di soccorso sono state lanciate da altre imbarcazioni cariche di migranti in difficoltà nel Mediterraneo. Lo hanno confermato il presidente del consiglio italiano Matteo Renzi e il primo ministro maltese Joseph Muscat, in una conferenza stampa a Roma. I leader hanno precisato che Italia e Malta stanno soccorrendo due imbarcazioni. Si tratterebbe di un gommone con a bordo tra le cento e le 150 persone, che si troverebbe a quasi cinquanta chilometri di distanza dalle coste della Libia, e di una nave più grande, con trecento persone a bordo.

Anche l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha annunciato di aver ricevuto una chiamata di aiuto da una persona che si trova su un’imbarcazione che sta naufragando nel Mediterraneo con a bordo circa trecento persone. Venti persone sarebbero già morte. Secondo l’Oim, le imbarcazioni in difficoltà sarebbero in tutto tre, ma l’organizzazione sta ancora verificando i dettagli.

Proseguono le ricerche nel canale di Sicilia, sbarcati a Malta i corpi delle vittime

Proseguono le ricerche nel canale di Sicilia di eventuali sopravvissuti e dei corpi delle vittime del naufragio di un peschereccio, nel quale, secondo il racconto di un superstite, potrebbero essere morte più di novecento persone. Finora il bilancio resta fermo a 28 persone salvate e 24 cadaveri recuperati.

Questa mattina la nave italiana della guardia costiera Gregoretti è arrivata a Malta, dove ha sbarcato nel porto di La Valletta tutti i corpi delle vittime. La nave poi ripartirà verso il porto di Catania, dove è attesa in serata per sbarcare i sopravvissuti. A Malta sono saliti a bordo dei medici per valutare la condizione dei 27 superstiti. Un’altra persona è già stata trasportata in Sicilia in elicottero. I risultati delle perizie sui 24 corpi saranno trasmessi alla procura di Catania, che ha aperto un’inchiesta.

L’intervista a Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni:

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La conferenza stampa di Matteo Renzi e Joseph Muscat in diretta

Il premier Matteo Renzi ha ricevuto oggi a palazzo Chigi il primo ministro di Malta, Joseph Muscat. Alle 14.30 i due leader tengono una conferenza stampa congiunta. I due capi di stato si sono incontrati dopo che nella notte tra il 18 e il 19 aprile un peschereccio si è ribaltato al largo delle coste libiche con centinaia di persone a bordo.

Nelle scorse ore Joseph Muscat ha dichiarato: “Una tragedia è in corso nel Mediterraneo. Se l’Ue e il mondo continueranno a chiudere gli occhi, ciò sarà condannato nei termini più severi, così come nel passato è stato giudicato chi ha chiuso gli occhi di fronte a genocidi e non ha fatto nulla”.

A Malta vince il no nel referendum per abolire la caccia primaverile

A Malta i cittadini si sono espressi a favore del mantenimento di una legge che permette la caccia nella stagione primaverile, con il 51 per cento dei voti a favore, in un referendum organizzato dagli animalisti che invece prevedeva di abrogarla per salvaguardare le specie protette. Decine di persone sono scese per le strade della capitale La Valletta per festeggiare il risultato.

Sull’eliminazione della legge potrebbe però intervenire Bruxelles, dal momento che una direttiva europea vieta la caccia da aprile a giugno, nel periodo di riproduzione e ritorno verso il nord degli uccelli migratori per cui l’isola Malta è un passaggio obbligato.

I soccorsi a Malta 
Naufraga una barca di migranti al largo di Malta: 20 dispersi

La marina maltese ha soccorso stamattina ottanta migranti al largo dell’isola di Malta, ma venti di loro risultano ancora dispersi. Gli immigrati erano a bordo di un gommone, in difficoltà a causa del mare in burrasca.

Un portavoce del governo maltese ha dichiarato che i migranti erano in mare da diversi giorni e hanno bisogno di cure mediche. Malta, insieme al sud dell’Italia, è uno degli approdi principali per i migranti che dal Nordafrica cercano di entrare in Europa. Reuters, Ansa

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L’Europa richiude la porta

Il passaggio da Mare nostrum a Frontex plus significa che i migranti del canale di Sicilia saranno di nuovo lasciati a se stessi. Leggi

In mezzo al mare

Malta ha più di 400mila abitanti e la più alta densità di popolazione in Europa. Da quando è entrata nell’Unione europea, nel 2004, il numero di migranti arrivati sull’isola dalle coste africane è molto aumentato, e le autorità maltesi hanno avuto difficoltà a gestire gli sbarchi dei migranti. Secondo il premier maltese Joseph Muscat negli ultimi dieci anni la marina militare maltese ha tratto in salvo più di 13mila migranti, 1.644 solo nel 2013. Leggi