Mi pare buffo che mia madre, un tempo mamma attenta alla disciplina, sia diventata una nonna mollacciona che dice sempre di sì. È inevitabile? –Bruno

Si dice che i nipoti facciano perdere la testa. E forse le nonne sono effettivamente più empatiche con i nipoti che con i figli. Un gruppo di ricercatori della Emory university di Atlanta, negli Stati Uniti, ha sottoposto cinquanta nonne alla risonanza magnetica per vedere quali aree cerebrali si attivano guardando le foto dei nipoti, dei figli e poi di bambini sconosciuti. “Con le foto dei nipoti si nota un balzo evidente nell’attività cerebrale collegata all’empatia”, racconta James Rilling, il professore che ha guidato la ricerca. “Sembra che le nonne abbiano una naturale inclinazione a provare quello che provano i nipoti: se il bambino piange, sentono molto la sua tristezza. Se ride, sentono una gioia profonda anche loro”.

Con le foto dei figli adulti, invece, si attiva un’area del cervello leggermente diversa, quella dell’empatia cognitiva: le nonne cercherebbero di capire il sentimento del figlio, piuttosto che sentirlo empaticamente come avviene per una nipote. La risposta emotiva delle nonne, secondo la ricerca, è perfino più forte di quella dei padri. Al di là di questa possibile spiegazione scientifica, secondo me ce n’è una umana altrettanto valida: in età matura si apprezza di più la breve fase dell’infanzia. Attraverso la prospettiva del tempo, diventa più chiaro quanto sia meravigliosa e fugace. E questo spesso rende le persone più tenere con i nipoti di quanto lo siano state con i figli.
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Questo articolo è uscito sul numero 1437 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati