Nella seconda puntata della serie Call my agent. Italia, da una terrazza romana il regista Paolo Sorrentino monologa sulla smania dei genitori d’inzuppare il tempo dei figli con attività di arte varia, dal ciclismo urbano alla macarena, in una delirante giostra di velleità proiettive. Sorrentino definisce la tendenza “entusiasmo immotivato”, espressione che ben fotografa questi tempi dominati da emotività, stati d’ansia e chat di gruppo. Ma l’euforia irragionevole scava dentro di noi da tempo, con la partecipazione straordinaria della tv, baronessa dell’effimero e della gioia infusa. In origine fu l’“Allegria!” di Mike Bongiorno, sveglia umorale a un popolo di pigri lamentosi, poi la festa caciarona di Arbore perché la vita è tutta un quiz, l’accoglienza a braccia aperte di Pippo Baudo, di Serena Dandini e di Simona Ventura, la letizia di Barbara D’Urso, la commozione di Mara Venier nell’introdurre l’ospite, il trasporto di Amadeus per i big del festival, quello dei politici da talk per le frottole e ovviamente l’insulina della pubblicità. Ci mancherebbe, direte voi, che il tono dello schermo domestico sia dimesso. Be’, Maria De Filippi spesso manco saluta, ma è l’eccezione alla regola. A differenza della vita, dove quasi sempre l’entusiasmo rivela in pochi atti la sua insensatezza, in tv ogni annuncio è un’epifania, una festa a sorpresa, una trovata geniale. Quale miglior manuale di vacuo ardore per genitori in cerca di share. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1496 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati