“Parenti serpenti”: gli unici con cui non possiamo avere amicizia pura, paradossalmente, sono i nostri parenti, dice il proverbio. Ma come tutti i proverbi che usano gli animali per descrivere i difetti degli esseri umani, si basa su uno stereotipo. Morgan Skinner, ricercatore in ecologia comportamentale alla Wilfrid Laurier university, in Canada, ha condotto un esperimento per valutare la personalità e la socievolezza dei serpenti giarrettiera orientali (Thamnophis sirtalis sirtalis) e ha scoperto che l’amicizia è la base della loro organizzazione sociale: “Come noi, cercano il contatto sociale e sono selettivi nella scelta degli esemplari con cui socializzare”, ha spiegato su Behavioral Ecology and Sociobiology. L’idea che i serpenti abbiano amici stretti dovrebbe stupirci, a giudicare dai nostri proverbi maldestri, ma questo tipo di relazioni si riscontra sempre più spesso tra gli animali. Uno studio recente, per esempio, ha evidenziato che i pipistrelli e gli esseri umani sono ugualmente condizionati dalle amicizie. Nel suo libro Essere amici, l’antropologo Franco La Cecla descrive l’amicizia come ciò per cui vale la pena di vivere, perché libera la quotidianità dal suo carattere di “compito” e l’esistenza da ogni sospetto di “doversela meritare”. La casa di moda Prada ha da poco presentato degli stivali in pelle di serpente: mi piace pensare che quei due amici, ora in forma di scarpe, continuino a parlare tra loro mentre sono costretti a vestire una specie così cieca all’amicizia del mondo. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1487 di Internazionale, a pagina 104. Compra questo numero | Abbonati