Un po’ tutti si chiedono cosa può fare l’Europa per arginare il presidente statunitense Donald Trump nella sua campagna di demolizione delle relazioni transatlantiche. Le risposte tradizionali di politica economica hanno effetti molto indiretti o sono controproducenti. I dazi sulle merci statunitensi rischiano di essere una tassa sulle importazioni pagata dai consumatori europei. Lo strumento anti-coercizione per escludere aziende statunitensi da appalti e rapporti con la pubblica amministrazione farebbe emergere un’imbarazzante assenza di alternative europee. Vendere i titoli di stato statunitensi in pancia a investitori istituzionali europei andrebbe a scapito degli incolpevoli risparmiatori. L’economista francese Gabriel Zucman ha sempre la stessa ricetta per affrontare le grandi questioni: tassare i superricchi. Zucman propone una patrimoniale mirata su qualche decina di miliardari, come Elon Musk e Jeff Bezos: volete avere accesso a un mercato di 450 milioni di persone? Allora pagate una piccola tassa sulla ricchezza. Chissà se questa mossa è legale o fattibile, ma anche i dazi di Trump sono spesso illegali e inapplicabili. Evocare una misura simile sarebbe una buona base negoziale per spingere alla cautela gli unici che possono davvero fermare Trump: i suoi finanziatori e sostenitori. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1649 di Internazionale, a pagina 93. Compra questo numero | Abbonati