Aids

Perché l’Africa ha rischiato di morire di aids

Trent’anni fa un’altra pandemia colpiva la popolazione mondiale. E la disuguaglianza nell’accesso ai test e alle cure era accettata tra l’indifferenza delle istituzioni internazionali. Un libro ripercorre silenzi, fallimenti e progetti. Leggi

Quando l’aids uccideva solo quelli che dovevano morire

Da Angels in America a It’s a sin, passando per Looking e Pose: come le serie tv hanno raccontato la comunità lgbt+ travolta dalla pandemia di aids negli anni ottanta. Leggi

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Quest’anno la conferenza sull’aids ha portato alcune buone notizie

La riunione annuale si è svolta online, ma sono stati comunque annunciati progressi nella prevenzione e nel trattamento dell’hiv. Uno degli annunci più interessanti della conferenza, tuttavia, è stata l’intrigante possibilità di una cura. Leggi

Uno studio sull’hiv che sta cambiando la vita a migliaia di persone

Secondo i ricercatori se le terapie hanno ridotto la presenza del virus nel sangue a livelli molto bassi una persona sieropositiva può avere rapporti sessuali anche senza protezioni. È una conferma di cui si parla ancora poco in Italia. Leggi

Una campagna contro gli stereotipi su aids, tubercolosi e malaria

Il 1 dicembre 2018 è la trentesima giornata mondiale contro l’aids. Ma l’obiettivo di debellarlo entro il 2030 rischia di non essere raggiunto. Leggi

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Le contraddizioni della lotta all’aids

In Nordeuropa si cerca di normalizzare la sieropositività, ma in Italia si assiste a una drastica diminuzione delle campagne di prevenzione dell’hiv. Leggi

Notizie buone e cattive sulla lotta all’aids

Nel 2016 c’è stato un calo dei decessi legati all’aids e i farmaci antiretrovirali si sono diffusi in quasi tutto il mondo. Leggi

La lotta della Thailandia contro l’aids

Nel 1988 in Thailandia, a Bangkok, per la prima volta nasceva un bambino da una donna infettata dal virus hiv. Dopo quasi quarant’anni, il paese è riuscito a combattere con successo l’epidemia, grazie agli sforzi in più settori. Leggi

La lotta per sconfiggere l’aids è ancora lunga

La lotta al virus hiv non fa progressi. “Il numero di persone infettate dall’hiv ogni anno ha raggiunto il massimo nel 1997, arrivando a circa 3,5 milioni di casi. Gli sforzi nella prevenzione, con campagne informative, diffusione di test diagnostici e la distribuzione di miliardi di preservativi, ha ridotto drasticamente quel numero. Ma intorno al 2010 i progressi si sono fermati. Leggi

Ignoranza e pregiudizi sono i peggiori nemici della lotta all’aids

La ricerca e la medicina permettono ormai a chi ha contratto l’hiv di vivere bene e a lungo, ma la prevenzione e la “normalizzazione” sociale rimandano a decenni fa. Rimandano cioè all’inizio di un’epidemia che incarnava perfettamente, agli occhi dei più beghini e moralistici controllori dei costumi, una punizione per chi viveva in modo immorale e violava presunte regole di buona condotta. Leggi

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Tra gennaio e giugno un milione di persone in più hanno ricevuto la terapia contro l’hiv/aids.
Tra gennaio e giugno un milione di persone in più hanno ricevuto la terapia contro l’hiv/aids. Al livello globale le persone che seguono la terapia antiretrovirale sono circa 18,2 milioni, il doppio di cinque anni fa. Il risultato potrebbe portare alla fine dell’epidemia entro il 2030, come previsto dalle Nazioni Unite. Tuttavia nella lotta all’hiv/aids le giovani donne rimarranno penalizzate, soprattutto nell’Africa subsahariana, a causa dell’alto rischio di infezione, della scarsa diffusione dei test e della mancata aderenza alle cure.
Per sconfiggere l’aids bisogna abbassare il prezzo delle cure

Quattro anni fa regnava un deciso ottimismo: secondo i calcoli l’aids era in calo e sarebbe stato possibile, un giorno, debellarlo. All’epoca il Programma congiunto delle Nazioni Unite sull’hiv/aids (Unaids) prevedeva coraggiosamente “la fine dell’aids entro il 2030”. Oggi nessuno è più così ottimista. Leggi

Il paziente zero non esiste

Non è mai esistito il paziente zero, l’uomo che avrebbe portato il virus hiv negli Stati Uniti. Per anni molti hanno considerato l’assistente di volo canadese Gaétan Dugas l’iniziatore dell’epidemia nel paese nordamericano. Uno studio pubblicato su Nature assolve Dugas. Leggi

La lotta all’aids non è ancora finita

Le nuove infezioni da hiv registrate ogni anno stanno diminuendo a livello mondiale, ma il calo è troppo lento per raggiungere l’obiettivo del 2030. Il problema della prevenzione è diventato uno dei più importanti nella lotta all’hiv/aids ed è molto discusso alla conferenza internazionale sull’aids in corso a Durban, in Sudafrica. Leggi

Oggi in Sudafrica i malati di aids hanno un futuro

Il Sudafrica che dal 18 luglio ospita la Conferenza internazionale sull’aids è molto cambiato da quando l’allora presidente Thabo Mbeki dichiarò che non esisteva un rapporto tra l’hiv e la malattia. Oggi 3,4 milioni di sudafricani ricevono i farmaci antiretrovirali, che permettono alle persone sieropositive di vivere normalmente. Leggi

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Sconfiggere l’aids è possibile
Comincia a Durban, in Sudafrica, la conferenza internazionale sull’aids. L’incontro, che dura fino al 22 luglio, torna nella città sudafricana dopo 16 anni. In quell’occasione si decise di rendere disponibili a tutti i farmaci antiretrovirali e di creare, per questo scopo, il Fondo globale per la lotta all’aids, la tubercolosi e la malaria. Quest’anno l’attenzione sarà più sulla prevenzione che sulle cure. Dal 2005 – quando si raggiunse il culmine di due milioni di morti in tutto il mondo – le nuove infezioni sono in calo: nel 2015 i decessi sono stati 1,1 milioni.
Comincia a Durban, in Sudafrica, la conferenza biennale sull’aids
Comincia a Durban, in Sudafrica, la conferenza biennale sull’aids. L’incontro, che dura fino al 22 luglio, torna nella città sudafricana dopo 16 anni. In quell’occasione si decise di rendere disponibili a tutti i farmaci antiretrovirali e di creare, per questo scopo, il Fondo globale per la lotta all’aids, la tubercolosi e la malaria. Quest’anno l’attenzione sarà più sulla prevenzione che sulle cure. Dal 2005 – quando si raggiunse il culmine di due milioni di morti in tutto il mondo – la mortalità è in calo: nel 2015 i decessi sono stati 1,1 milioni.
Perché bisogna rompere il silenzio sull’aids in Italia

L’architetto Carlo Bordin è sieropositivo dagli anni ottanta. Nel frattempo molte cose sono cambiate nella lotta all’aids in Italia. Ma la malattia continua a essere circondata da un silenzio imbarazzato: se ne parla poco e si fa poca prevenzione, soprattutto tra i giovani. Il video di Nicole Di Giulio e Antonella Spinelli. Leggi

Bisogna curare tutte le persone infettate dal virus hiv.
Bisogna curare tutte le persone infettate dal virus hiv. È questo il messaggio lanciato da Margaret Chan, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, in occasione della giornata mondiale per la lotta contro l’aids. L’obiettivo di far scomparire l’aids entro il 2030 è raggiungibile, ma occorre trattare subito tutte le persone infettate dal virus hiv con la terapia antiretrovirale, senza aspettare che si manifesti l’aids. Globalmente le persone infettate dal virus sono circa 37 milioni, di cui quasi 16 milioni ricevono la terapia.
Il mondo in lotta contro l’aids
Il 1 dicembre è la giornata mondiale della lotta all’aids. Ecco alcuni dati dell’Organizzazione mondiale della sanità. Nel mondo 36,9 milioni di persone, di cui 2,6 milioni bambini, hanno il virus dell’hiv. Dall’inizio dell’epidemia sono morte 34 milioni di persone. Nel 2014 sono stati registrati due milioni di nuovi casi, di cui 142mila in Europa. Solo il 51 per cento delle persone sieropositive è a conoscenza del suo stato. All’inizio del 2015 i malati che ricevevano la terapia antiretrovirale erano 15 milioni, mentre nel 2001 erano solo un milione.
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