Aids

La lotta della Thailandia contro l’aids

Nel 1988 in Thailandia, a Bangkok, per la prima volta nasceva un bambino da una donna infettata dal virus hiv. Dopo quasi quarant’anni, il paese è riuscito a combattere con successo l’epidemia, grazie agli sforzi in più settori. Leggi

La lotta per sconfiggere l’aids è ancora lunga

La lotta al virus hiv non fa progressi. “Il numero di persone infettate dall’hiv ogni anno ha raggiunto il massimo nel 1997, arrivando a circa 3,5 milioni di casi. Gli sforzi nella prevenzione, con campagne informative, diffusione di test diagnostici e la distribuzione di miliardi di preservativi, ha ridotto drasticamente quel numero. Ma intorno al 2010 i progressi si sono fermati. Leggi

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Ignoranza e pregiudizi sono i peggiori nemici della lotta all’aids

La ricerca e la medicina permettono ormai a chi ha contratto l’hiv di vivere bene e a lungo, ma la prevenzione e la “normalizzazione” sociale rimandano a decenni fa. Rimandano cioè all’inizio di un’epidemia che incarnava perfettamente, agli occhi dei più beghini e moralistici controllori dei costumi, una punizione per chi viveva in modo immorale e violava presunte regole di buona condotta. Leggi

Tra gennaio e giugno un milione di persone in più hanno ricevuto la terapia contro l’hiv/aids.
Tra gennaio e giugno un milione di persone in più hanno ricevuto la terapia contro l’hiv/aids. Al livello globale le persone che seguono la terapia antiretrovirale sono circa 18,2 milioni, il doppio di cinque anni fa. Il risultato potrebbe portare alla fine dell’epidemia entro il 2030, come previsto dalle Nazioni Unite. Tuttavia nella lotta all’hiv/aids le giovani donne rimarranno penalizzate, soprattutto nell’Africa subsahariana, a causa dell’alto rischio di infezione, della scarsa diffusione dei test e della mancata aderenza alle cure.
Per sconfiggere l’aids bisogna abbassare il prezzo delle cure

Quattro anni fa regnava un deciso ottimismo: secondo i calcoli l’aids era in calo e sarebbe stato possibile, un giorno, debellarlo. All’epoca il Programma congiunto delle Nazioni Unite sull’hiv/aids (Unaids) prevedeva coraggiosamente “la fine dell’aids entro il 2030”. Oggi nessuno è più così ottimista. Leggi

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Il paziente zero non esiste

Non è mai esistito il paziente zero, l’uomo che avrebbe portato il virus hiv negli Stati Uniti. Per anni molti hanno considerato l’assistente di volo canadese Gaétan Dugas l’iniziatore dell’epidemia nel paese nordamericano. Uno studio pubblicato su Nature assolve Dugas. Leggi

La lotta all’aids non è ancora finita

Le nuove infezioni da hiv registrate ogni anno stanno diminuendo a livello mondiale, ma il calo è troppo lento per raggiungere l’obiettivo del 2030. Il problema della prevenzione è diventato uno dei più importanti nella lotta all’hiv/aids ed è molto discusso alla conferenza internazionale sull’aids in corso a Durban, in Sudafrica. Leggi

Oggi in Sudafrica i malati di aids hanno un futuro

Il Sudafrica che dal 18 luglio ospita la Conferenza internazionale sull’aids è molto cambiato da quando l’allora presidente Thabo Mbeki dichiarò che non esisteva un rapporto tra l’hiv e la malattia. Oggi 3,4 milioni di sudafricani ricevono i farmaci antiretrovirali, che permettono alle persone sieropositive di vivere normalmente. Leggi

Sconfiggere l’aids è possibile
Comincia a Durban, in Sudafrica, la conferenza internazionale sull’aids. L’incontro, che dura fino al 22 luglio, torna nella città sudafricana dopo 16 anni. In quell’occasione si decise di rendere disponibili a tutti i farmaci antiretrovirali e di creare, per questo scopo, il Fondo globale per la lotta all’aids, la tubercolosi e la malaria. Quest’anno l’attenzione sarà più sulla prevenzione che sulle cure. Dal 2005 – quando si raggiunse il culmine di due milioni di morti in tutto il mondo – le nuove infezioni sono in calo: nel 2015 i decessi sono stati 1,1 milioni.
Comincia a Durban, in Sudafrica, la conferenza biennale sull’aids
Comincia a Durban, in Sudafrica, la conferenza biennale sull’aids. L’incontro, che dura fino al 22 luglio, torna nella città sudafricana dopo 16 anni. In quell’occasione si decise di rendere disponibili a tutti i farmaci antiretrovirali e di creare, per questo scopo, il Fondo globale per la lotta all’aids, la tubercolosi e la malaria. Quest’anno l’attenzione sarà più sulla prevenzione che sulle cure. Dal 2005 – quando si raggiunse il culmine di due milioni di morti in tutto il mondo – la mortalità è in calo: nel 2015 i decessi sono stati 1,1 milioni.
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Perché bisogna rompere il silenzio sull’aids in Italia

L’architetto Carlo Bordin è sieropositivo dagli anni ottanta. Nel frattempo molte cose sono cambiate nella lotta all’aids in Italia. Ma la malattia continua a essere circondata da un silenzio imbarazzato: se ne parla poco e si fa poca prevenzione, soprattutto tra i giovani. Il video di Nicole Di Giulio e Antonella Spinelli. Leggi

Bisogna curare tutte le persone infettate dal virus hiv.
Bisogna curare tutte le persone infettate dal virus hiv. È questo il messaggio lanciato da Margaret Chan, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, in occasione della giornata mondiale per la lotta contro l’aids. L’obiettivo di far scomparire l’aids entro il 2030 è raggiungibile, ma occorre trattare subito tutte le persone infettate dal virus hiv con la terapia antiretrovirale, senza aspettare che si manifesti l’aids. Globalmente le persone infettate dal virus sono circa 37 milioni, di cui quasi 16 milioni ricevono la terapia.
Il mondo in lotta contro l’aids
Il 1 dicembre è la giornata mondiale della lotta all’aids. Ecco alcuni dati dell’Organizzazione mondiale della sanità. Nel mondo 36,9 milioni di persone, di cui 2,6 milioni bambini, hanno il virus dell’hiv. Dall’inizio dell’epidemia sono morte 34 milioni di persone. Nel 2014 sono stati registrati due milioni di nuovi casi, di cui 142mila in Europa. Solo il 51 per cento delle persone sieropositive è a conoscenza del suo stato. All’inizio del 2015 i malati che ricevevano la terapia antiretrovirale erano 15 milioni, mentre nel 2001 erano solo un milione.
Nel 2014 è stato registrato il più alto numero di nuovi casi di hiv in Europa

In occasione della giornata mondiale della lotta all’aids, il 1 dicembre, l’Unione europea e l’Organizzazione mondiale della sanità hanno comunicato che nel 2014 in Europa e Asia centrale è stato registrato un numero record di infezioni da virus hiv, circa 142mila casi. Il 60 per cento dei nuovi casi è stato registrato in Russia. Leggi

L’esempio dei Paesi Bassi spiega perché l’aids non scompare

L’epidemia di aids nei Paesi Bassi non scompare, perché il virus hiv, che provoca la malattia, continua a circolare in alcuni segmenti della popolazione. Tra alcuni gruppi di persone, il virus sembra addirittura in espansione. Leggi

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Le nuove linee guida nella terapia per l’hiv

Tutte le persone infettate dal virus hiv dovrebbero ricevere subito la terapia antiretrovirale, senza aspettare di sviluppare l’aids. È la nuova raccomandazione dell’Organizzazione mondiale della sanità, secondo cui anche chi è ad alto rischio d’infezione dovrebbe ricevere il trattamento in via preventiva. Leggi

Primo caso di paziente in remissione dall’hiv.
Primo caso di paziente in remissione dall’hiv. Una francese di 19 anni, nata sieropositiva, non mostra segnali della malattia anche se ha interrotto qualsiasi tipo di terapia da tredici anni. Nel suo sangue il virus non è rilevabile. Aveva assunto il farmaco Azt appena nata e in seguito gli antiretrovirali, poi interrotti. Il suo caso, che i medici non si spiegano, è stato presentato alla conferenza della International aids society in corso a Vancouver, in Canada.
Sesso libero, ma con i farmaci

Se non sei un uomo che ha rapporti sessuali con altri uomini, la parola Truvada probabilmente non ti dirà nulla. Se al contrario ti dice qualcosa, è perché sta modificando la tua ecologia sessuale: dove, quando, come e con chi. Leggi

Lontano dagli occhi

Nanni Fontana ha fotografato l’evoluzione dell’aids in cinque paesi tra i più colpiti dal virus da quando è stato scoperto il primo caso negli Stati Uniti, nel 1981. In 33 anni, più di 75 milioni di persone si sono ammalate e più di 36 milioni sono morte per cause legate all’aids. Leggi

Calano le infezioni di hiv nel mondo, ma non in Europa

Il 1 dicembre, Giornata mondiale contro l’aids, l’Unaids ha diffuso il suo rapporto annuale sull’epidemia, segnalando un netto declino di nuove infezioni: nel 2013 sono state 2,1 milioni, il 38 per cento in meno rispetto al 2001. In controtendenza l’Europa, con 136mila nuovi casi del 2013, il numero più alto mai registrato. In Italia ci sono state 3.800 nuove diagnosi di hiv, ma una persona sieropositiva su quattro non sa di esserlo. Leggi

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