Il 5 febbraio l’Ucraina e la Russia hanno proceduto a un nuovo scambio di prigionieri, concordato nel corso di due giorni di negoziati ad Abu Dhabi, ma su tutte le altre questioni non sono stati fatti passi avanti significativi Leggi
Il documentario Melania mostra lo stato dell’industria dell’intrattenimento negli Stati Uniti di Trump Leggi
Il principale cartello della droga colombiano ha annunciato la sospensione dei negoziati di pace in Qatar con il governo di Petro, in risposta all’annuncio di un’azione congiunta di Bogotá e Washington contro il narcotraffico Leggi
Il 4 febbraio Tom Homan, l’inviato di Donald Trump a Minneapolis, ha annunciato il ritiro immediato di 700 agenti federali dell’immigrazione, dopo settimane di tensioni e l’uccisione di due manifestanti Leggi
Almeno 162 persone sono morte in un nuovo attacco nel centro-ovest della Nigeria, arrivato in un momento in cui il governo sta intensificando gli sforzi per combattere le bande criminali e i gruppi jihadisti Leggi
Nella notte tra il 2 e il 3 febbraio la Russia ha lanciato il più grande attacco con missili e droni contro l’Ucraina dall’inizio dell’anno, lasciando centinaia di migliaia di persone senza riscaldamento durante un’ondata di gelo Leggi
Il 2 febbraio il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato un accordo commerciale con l’India, dopo mesi di tensioni tra la prima e la quinta economia mondiale Leggi
Donald Trump ha annunciato la chiusura per dei lavori di ristrutturazione della durata di due anni del Kennedy Center, il prestigioso centro di arti dello spettacolo di Washington boicottato da un numero crescente di artisti Leggi
Il 2 febbraio l’Iran ha chiesto l’avvio di negoziati con Washington sul suo programma nucleare, mentre il giorno prima il presidente statunitense Donald Trump si era detto fiducioso sulle prospettive di un accordo Leggi
La corte suprema di Panamá ha revocato il 29 gennaio la concessione accordata alla Ck Hutchison, un’azienda di Hong Kong, per la gestione di due porti sul canale di Panamá, provocando la dura reazione di Pechino Leggi
Il 30 gennaio il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato la nomina di Kevin Warsh a presidente della Federal reserve (Fed), la banca centrale degli Stati Uniti. Negli ultimi mesi Warsh aveva più volte criticato l’istituto Leggi
Nella notte tra il 29 e il 30 gennaio la Russia ha lanciato un missile e un centinaio di droni contro l’Ucraina, all’indomani dell’annuncio del presidente statunitense Donald Trump di una pausa di sette giorni negli attacchi russi Leggi
A meno di un mese dalla cattura di Nicolás Maduro, il 29 gennaio il Venezuela ha adottato, sotto la pressione degli Stati Uniti, una riforma del settore petrolifero che prevede l’apertura alle aziende private Leggi
Il 29 gennaio i ministri degli esteri dei ventisette paesi membri dell’Unione europea (Ue) hanno concordato di designare i Guardiani della rivoluzione, l’esercito ideologico dell’Iran, come “organizzazione terroristica” Leggi
Un uomo viene arrestato durante le proteste scoppiate subito dopo la morte di Alex Pretti, un infermiere di 37 anni ucciso da due agenti della polizia di frontiera. A dicembre… Leggi
Presa di mira da Donald Trump, la città ha reagito costruendo un movimento dal basso, senza leader e radicato nei quartieri, che può offrire un esempio al resto del paese Leggi
Il 28 gennaio la polizia statunitense dell’immigrazione ha annunciato di aver sospeso due agenti coinvolti nella morte di Alex Pretti, mentre Donald Trump è tornato a inasprire i toni nei confronti delle autorità locali democratiche Leggi
Il 28 gennaio Donald Trump ha avvertito l’Iran che “il tempo sta per scadere”, riferendosi a un possibile attacco statunitense, mentre Teheran ha escluso di negoziare con Washington sotto minaccia. Leggi
Nasry Asfura, sostenuto dal presidente statunitense Donald Trump, ha prestato giuramento il 27 gennaio per un mandato di quattro anni come presidente dell’Honduras, il paese più povero e violento dell’America Centrale Leggi
Il 27 gennaio il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti cesseranno il loro sostegno all’Iraq se l’ex primo ministro Nuri al Maliki, sostenuto dai partiti sciiti vicini a Teheran, tornerà a guidare il governo Leggi
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