Festival di Cannes

Il palmarés di Cannes guarda al futuro

I premi riflettono una giuria divisa, ma il festival conferma la sua vocazione alla ricerca di un cinema innovativo e artisti per niente scontati. Leggi

Relazioni e libertà al festival di Cannes

Con Les Olympiades Jacques Audiard ha girato un film interetnico sulle nuove generazioni, le loro relazioni sociali, intime e sessuali. Il film di Wes Anderson, invece, è sontuoso, ma ricorda un catalogo di invenzioni e citazioni. Leggi

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Tra i film di Cannes spuntano sorprese ma anche qualche delusione

Con Tre piani Nanni Moretti impressiona fin dalla prima inquadratura. Tuttavia il film sembra non pienamente riuscito. Le rivelazioni arrivano dal giapponese Ryusuke Hamaguchi, da Paul Verhoeven e dal finlandese Juho Kuosmanen. Leggi

Amore e lotta di classe nei film di Ozon e Carrère a Cannes

Il legame tra un padre e le sue figlie e l’incontro impossibile tra due mondi distanti sono al centro di due film che rappresentano la realtà di oggi senza essere didascalici. Leggi

Il festival di Cannes torna con ottimi e grandi film

Annette, di Leos Carax, ha aperto la 74ª edizione. Un film malinconico e sereno, romantico e iconoclasta. In concorso c’è anche l’italiano Tre piani di Nanni Moretti. Leggi

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Cannes ha lasciato senza premio alcuni capolavori

La Palma d’oro a Parasite è un po’ esagerata. Vi erano film più radicali, profondi e inattesi nel concorso che ha sorpreso per la sua qualità complessiva. Leggi

A Cannes Tarantino presenta un film sontuoso e abbagliante

Con Once upon a time… in Hollywood si conferma l’universo parallelo del regista. Sempre più al di fuori e al di sopra dei generi, come in un unico flusso. Leggi

Riesce a metà l’abbraccio tra Terrence Malick e la storia

Con A hidden life il regista recupera solo in parte rispetto agli ultimi titoli sfortunatamente deludenti. È invece un vero gioiello Atlantiques, della esordiente franco-senegalese Mati Diop. Leggi

A Cannes risorge il cinema brasiliano 

La resistenza nel Nordest brasiliano di Bacurau, Les misérables postmoderni di Ladj Ly e Ken Loach sulla crisi britannica. Il festival di Cannes conferma le sue scelte interessanti e politicamente scomode. Leggi

Cannes apre con gli zombie postmoderni di Jim Jarmusch

Nell’apatica cittadina di Centerville la catastrofe climatica si materializza con dei morti viventi. Ma un cast grandioso non riesce a dare forza al film di apertura del festival. Leggi

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È un momento formidabile per il cinema italiano

Film come Dogman o Lazzaro felice dimostrano che il cinema italiano è vivo, anche se non è al centro dell’attenzione delle istituzioni e del potere. Ma forse è questo il motivo della sua freschezza, della sua importanza. Leggi

Le facce e i premi di Cannes

È stato un anno di transizione al festival, con una selezione che dimostrava la voglia di premiare la qualità dei film più del nome dell’autore-regista. Leggi

La miglior chiusura di Cannes è arrivata con Terry Gilliam

Meritavano di più i film italiani. Il film giapponese che ha ottenuto la Palma d’oro non è il migliore del suo autore, ma il festival si è chiuso con una meraviglia, The man who killed Don Quixote, fuori concorso. Leggi

Le ossessioni e le battaglie di Cannes

Dogman di Matteo Garrone, En guerre di Stephane Brizé, Burning di Lee Chang-dong, sono tre film profondi sulle guerre o le ossessioni delle società contemporanee. Leggi

La discriminazione raccontata al festival di Cannes

Nel fine settimana il concorso si è infiammato con molti titoli di grande qualità. In particolare, tre importanti film mettono al centro le minoranze: donne, immigrati e neri. Leggi

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Una straordinaria estate sovietica a Cannes

Il festival comincia a scaldarsi con due film provenienti dall’est: un poema visivo sorprendente e una pellicola ostica, ma che trova lentamente la sua forza. Leggi

A Cannes è di scena la Russia di Kirill Serebrennikov

Dopo l’apertura in sordina con il film del regista iraniano Asghar Farhadi, il festival decolla con un film sulla scena rock underground di San Pietroburgo. Leggi

Todos lo saben apre Cannes ma gira a vuoto

Il regista iraniano firma un’opera poco convincente, forse troppo commerciale. In questa edizione del festival emerge comunque la volontà di portare in primo piano nuovi nomi. Leggi

Roberto De Paolis racconta una scena di Cuori puri

“In questa scena il protagonista del film si trova di fronte allo sfratto dei genitori e si sente in colpa per non averli aiutati”, dice il regista di Cuori puri. Leggi

Cristian Mungiu racconta una scena di Un padre, una figlia

“Questa scena presenta un tema molto importante del film, il fatto che siamo tutti il risultato delle decisioni che abbiamo preso nella nostra vita”, dice Cristian Mungiu regista di Un padre, una figlia. “Il film è incentrato sul suo tentativo di crescere sua figlia per evitare che commetta i suoi stessi errori. È un’illusione che hanno tutti i genitori”. Leggi

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