Festival di Cannes

A Cannes è stata consegnata la Palma d’oro della discordia

Pacifiction critica il potere da una periferia paradisiaca; Leila’s brothers è un affresco indimenticabile dell’Iran contemporaneo. Showing up ritrae la dura vita di una comunità di artiste. Ma i premi sono andati a film meno originali. Leggi

Napoli onirica e lontana in Nostalgia di Mario Martone

Il regista torna nella città tanto amata, perdendosi e ritrovandosi in dolori passati e presenti; Lukas Dhont con Close va oltre la denuncia del bullismo; con Tori e Lokita i fratelli Dardenne mettono in scena una guerra tra due mondi. Leggi

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Crimes of the future è l’ultimo avvertimento di Cronenberg all’umanità

David Cronenberg torna alle origini con un mondo neomedioevale di corpi mutanti; l’altrove di Decision to leave è inquietante e sorprendente; Triangle of sadness è un’ottima satira sul capitalismo e la borghesia. Leggi

Armageddon time è un capolavoro profondamente umano 

In concorso, James Gray torna alle origini con una raffinata analisi sociale e familiare degli anni settanta; in Le otto montagne le riprese dei paesaggi sono protagoniste insieme ai due interpreti; Hi-han è un inno all’innocenza. Leggi

Esterno notte di Bellocchio vuole scuotere il rimosso sul delitto Moro

Il regista crea un ideale romanzo in più parti sul sequestro dello statista e il grande trauma nazionale. Dopo Buongiorno notte racconta chi guardava dall’esterno la prigionia del presidente della Democrazia cristiana. Leggi

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Paolo Moretti racconta l’audacia della Quinzaine des réalisateurs

A pochi giorni dall’inizio del festival di Cannes, il direttore della Quinzaine, la sezione rivolta all’innovazione e alla sperimentazione cinematografica, presenta l’edizione 2022 e racconta il suo lavoro. Leggi

Il palmarès di Cannes guarda al futuro

I premi riflettono una giuria divisa, ma il festival conferma la sua vocazione alla ricerca di un cinema innovativo e artisti per niente scontati. Leggi

Relazioni e libertà al festival di Cannes

Con Les Olympiades Jacques Audiard ha girato un film interetnico sulle nuove generazioni, le loro relazioni sociali, intime e sessuali. Il film di Wes Anderson, invece, è sontuoso, ma ricorda un catalogo di invenzioni e citazioni. Leggi

Tra i film di Cannes spuntano sorprese ma anche qualche delusione

Con Tre piani Nanni Moretti impressiona fin dalla prima inquadratura. Tuttavia il film sembra non pienamente riuscito. Le rivelazioni arrivano dal giapponese Ryusuke Hamaguchi, da Paul Verhoeven e dal finlandese Juho Kuosmanen. Leggi

Amore e lotta di classe nei film di Ozon e Carrère a Cannes

Il legame tra un padre e le sue figlie e l’incontro impossibile tra due mondi distanti sono al centro di due film che rappresentano la realtà di oggi senza essere didascalici. Leggi

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Il festival di Cannes torna con ottimi e grandi film

Annette, di Leos Carax, ha aperto la 74ª edizione. Un film malinconico e sereno, romantico e iconoclasta. In concorso c’è anche l’italiano Tre piani di Nanni Moretti. Leggi

Cannes ha lasciato senza premio alcuni capolavori

La Palma d’oro a Parasite è un po’ esagerata. Vi erano film più radicali, profondi e inattesi nel concorso che ha sorpreso per la sua qualità complessiva. Leggi

A Cannes Tarantino presenta un film sontuoso e abbagliante

Con Once upon a time… in Hollywood si conferma l’universo parallelo del regista. Sempre più al di fuori e al di sopra dei generi, come in un unico flusso. Leggi

Riesce a metà l’abbraccio tra Terrence Malick e la storia

Con A hidden life il regista recupera solo in parte rispetto agli ultimi titoli sfortunatamente deludenti. È invece un vero gioiello Atlantiques, della esordiente franco-senegalese Mati Diop. Leggi

A Cannes risorge il cinema brasiliano 

La resistenza nel Nordest brasiliano di Bacurau, Les misérables postmoderni di Ladj Ly e Ken Loach sulla crisi britannica. Il festival di Cannes conferma le sue scelte interessanti e politicamente scomode. Leggi

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Cannes apre con gli zombie postmoderni di Jim Jarmusch

Nell’apatica cittadina di Centerville la catastrofe climatica si materializza con dei morti viventi. Ma un cast grandioso non riesce a dare forza al film di apertura del festival. Leggi

È un momento formidabile per il cinema italiano

Film come Dogman o Lazzaro felice dimostrano che il cinema italiano è vivo, anche se non è al centro dell’attenzione delle istituzioni e del potere. Ma forse è questo il motivo della sua freschezza, della sua importanza. Leggi

Le facce e i premi di Cannes

È stato un anno di transizione al festival, con una selezione che dimostrava la voglia di premiare la qualità dei film più del nome dell’autore-regista. Leggi

La miglior chiusura di Cannes è arrivata con Terry Gilliam

Meritavano di più i film italiani. Il film giapponese che ha ottenuto la Palma d’oro non è il migliore del suo autore, ma il festival si è chiuso con una meraviglia, The man who killed Don Quixote, fuori concorso. Leggi

Le ossessioni e le battaglie di Cannes

Dogman di Matteo Garrone, En guerre di Stephane Brizé, Burning di Lee Chang-dong, sono tre film profondi sulle guerre o le ossessioni delle società contemporanee. Leggi

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