Festival di Cannes

Cannes ha lasciato senza premio alcuni capolavori

La Palma d’oro a Parasite è un po’ esagerata. Vi erano film più radicali, profondi e inattesi nel concorso che ha sorpreso per la sua qualità complessiva. Leggi

A Cannes Tarantino presenta un film sontuoso e abbagliante

Con Once upon a time… in Hollywood si conferma l’universo parallelo del regista. Sempre più al di fuori e al di sopra dei generi, come in un unico flusso. Leggi

pubblicità
Riesce a metà l’abbraccio tra Terrence Malick e la storia

Con A hidden life il regista recupera solo in parte rispetto agli ultimi titoli sfortunatamente deludenti. È invece un vero gioiello Atlantiques, della esordiente franco-senegalese Mati Diop. Leggi

A Cannes risorge il cinema brasiliano 

La resistenza nel Nordest brasiliano di Bacurau, Les misérables postmoderni di Ladj Ly e Ken Loach sulla crisi britannica. Il festival di Cannes conferma le sue scelte interessanti e politicamente scomode. Leggi

Cannes apre con gli zombie postmoderni di Jim Jarmusch

Nell’apatica cittadina di Centerville la catastrofe climatica si materializza con dei morti viventi. Ma un cast grandioso non riesce a dare forza al film di apertura del festival. Leggi

pubblicità
È un momento formidabile per il cinema italiano

Film come Dogman o Lazzaro felice dimostrano che il cinema italiano è vivo, anche se non è al centro dell’attenzione delle istituzioni e del potere. Ma forse è questo il motivo della sua freschezza, della sua importanza. Leggi

Le facce e i premi di Cannes

È stato un anno di transizione al festival, con una selezione che dimostrava la voglia di premiare la qualità dei film più del nome dell’autore-regista. Leggi

La miglior chiusura di Cannes è arrivata con Terry Gilliam

Meritavano di più i film italiani. Il film giapponese che ha ottenuto la Palma d’oro non è il migliore del suo autore, ma il festival si è chiuso con una meraviglia, The man who killed Don Quixote, fuori concorso. Leggi

Le ossessioni e le battaglie di Cannes

Dogman di Matteo Garrone, En guerre di Stephane Brizé, Burning di Lee Chang-dong, sono tre film profondi sulle guerre o le ossessioni delle società contemporanee. Leggi

La discriminazione raccontata al festival di Cannes

Nel fine settimana il concorso si è infiammato con molti titoli di grande qualità. In particolare, tre importanti film mettono al centro le minoranze: donne, immigrati e neri. Leggi

pubblicità
Una straordinaria estate sovietica a Cannes

Il festival comincia a scaldarsi con due film provenienti dall’est: un poema visivo sorprendente e una pellicola ostica, ma che trova lentamente la sua forza. Leggi

A Cannes è di scena la Russia di Kirill Serebrennikov

Dopo l’apertura in sordina con il film del regista iraniano Asghar Farhadi, il festival decolla con un film sulla scena rock underground di San Pietroburgo. Leggi

Todos lo saben apre Cannes ma gira a vuoto

Il regista iraniano firma un’opera poco convincente, forse troppo commerciale. In questa edizione del festival emerge comunque la volontà di portare in primo piano nuovi nomi. Leggi

Roberto De Paolis racconta una scena di Cuori puri

“In questa scena il protagonista del film si trova di fronte allo sfratto dei genitori e si sente in colpa per non averli aiutati”, dice il regista di Cuori puri. Leggi

Cristian Mungiu racconta una scena di Un padre, una figlia

“Questa scena presenta un tema molto importante del film, il fatto che siamo tutti il risultato delle decisioni che abbiamo preso nella nostra vita”, dice Cristian Mungiu regista di Un padre, una figlia. “Il film è incentrato sul suo tentativo di crescere sua figlia per evitare che commetta i suoi stessi errori. È un’illusione che hanno tutti i genitori”. Leggi

pubblicità
Cannes 2016 è in equilibrio tra star e storie proletarie

Ieri sera, appena dopo l’arrivo a Cannes, ho visto una palma caduta. Faceva una certa impressione. Spezzata alla base, che sembrava consumata, era sdraiata lungo tutto il marciapiede. Spero che non sia un presagio della qualità del Festival international du film di quest’anno, perché, almeno sulla carta, l’edizione 2016 sembra molto, ma molto invitante. Leggi

Fai bei sogni di Marco Bellocchio aprirà la Quinzaine des Réalisateurs di Cannes.
Fai bei sogni di Marco Bellocchio aprirà la Quinzaine des Réalisateurs di Cannes. Nella sezione parallela a quella ufficiale del festival saranno presentati altri due film italiani La pazza gioia di Paolo Virzì e Fiore di Claudio Giovannesi. Tra gli altri titoli della Quinzaine anche Risk di Laura Poitras, Neruda di Pablo Larraín, Dog eat dog di Paul Schrader e Poesía sin fin di Alejandro Jodorowsky.
Dove vanno i grandi festival?

Stanno per cominciare le rassegne dei film di Cannes 2015 a Roma e a Milano, un’occasione per vedere in anteprima molti dei film del concorso e gran parte della Quinzaine des réalisateurs, che quest’anno è stata la sezione più interessante. È un momento buono per ripensare un po’ al festival di quest’anno e porsi qualche domanda su un altro concorso, quello di Venezia, del quale tra poco più di un mese sapremo i titoli. Leggi

Il solito ritornello sulla bocca degli italiani

Qualcuno potrebbe dire – con discrezione e molto tatto – ai nostri amici italiani che sarebbe ora che la smettessero di piangersi addosso? Più di duemila anni di storia dovrebbero averli abituati. Ma la lettura dei giornali di questi ultimi giorni dà una sensazione di stanchezza, la stessa che si prova ascoltando per la millesima volta alla radio un brano di successo. Il titolo? “Ma perché?”. Ecco: perché? Leggi

Cosa resta di Cannes in sette punti

Dheepan è un buon film ma niente di più, il documentario su Amy Winehouse è rivelatorio, Love fa perdere la libido e Yakuza apocalypse porta una rana in sala. E almeno un premio agli italiani ci voleva. Riflessioni dopo i titoli di coda. Leggi

pubblicità
Sostieni il giornalismo indipendente
Se ti piace il sito di Internazionale, aiutaci a tenerlo libero e accessibile a tutti con un contributo, anche piccolo.