Giulio Regeni

Digiuno

Paola Deffendi ha cominciato un digiuno a staffetta per chiedere il rilascio di Amal Fathy, consulente della famiglia di Giulio Regeni. Leggi

Giulio Regeni e il male del mondo

Giulio Regeni era un ricercatore italiano dell’università di Cambridge scomparso al Cairo il 25 gennaio 2016. Il suo corpo è stato ritrovato nove giorni dopo. Leggi

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Il mondo in breve

Trump accusa entrambe le parti per le violenze di Charlottesville, a Freetown i morti sono almeno 400, la rabbia della madre di Giulio Regeni: cos’è successo oggi nel mondo. Leggi

La musica dei Cairokee racconta le speranze degli egiziani

Pochi giorni prima dell’inizio della rivoluzione egiziana del 2011, i Cairokee scrivono una canzone che sarà poi considerata l’inno della protesta. Da allora la band del Cairo è in tour in tutto il mondo per denunciare le violazioni dei diritti umani del regime di Abdel Fattah al Sisi. Il video di Joshua Evangelista. Leggi

La verità sulla morte di Giulio Regeni è ancora lontana

È passato un anno dalla morte del ricercatore italiano al Cairo. Le inchieste in Italia e in Egitto sono ancora in corso, e si concentrano sui video delle telecamere di sicurezza della stazione della metropolitana dove si persero le sue tracce. Leggi

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L’Egitto accetta l’invio di esperti italiani nel paese per le indagini sulla morte di Giulio Regeni.
L’Egitto accetta l’invio di esperti italiani nel paese per le indagini sulla morte di Giulio Regeni. Il procuratore generale egiziano, Nabil Ahmed Sadek, ha accettato la richiesta della procura italiana di inviare al Cairo esperti italiani ed esperti di un’azienda tedesca specializzata nel recupero dei dati delle telecamere di sorveglianza per analizzare le immagini registrate alla stazione della metro nella zona di Dokki, al Cairo, dove Giulio Regeni fu visto il 25 gennaio 2016, prima di scomparire. Una televisione egiziana ha diffuso un video in cui Regeni parla con il presidente del sindacato dei venditori ambulanti egiziani, Mohamed Abdallah. Il giovane ricercatore italiano è stato trovato morto con segni di tortura il 3 febbraio 2016 a Giza, alla periferia del Cairo.
Un sindacalista sostiene di aver denunciato Giulio Regeni al ministero degli interni egiziano.
Un sindacalista sostiene di aver denunciato Giulio Regeni al ministero degli interni egiziano. Mohamed Abdallah, il capo del sindacato autonomo degli ambulanti, ha dichiarato all’edizione araba dell’Huffington Post di aver denunciato il ricercatore italiano dopo averlo incontrato, perché “faceva domande strane”. “Sì, l’ho denunciato e l’ho consegnato agli interni e ogni buon egiziano, al mio posto, avrebbe fatto lo stesso”, ha dichiarato Abdallah. Il corpo di Regeni è stato ritrovato con segni di tortura il 3 febbraio alla periferia del Cairo.
L’Egitto consegna i documenti di Giulio Regeni agli inquirenti italiani.
L’Egitto consegna i documenti di Giulio Regeni agli inquirenti italiani. Nel corso di una visita al Cairo la delegazione italiana guidata dal pm Sergio Colaiocco ha ottenuto il passaporto, due tesserini universitari e il bancomat del ricercatore trovato morto il 3 febbraio. I documenti erano stati recuperati il 24 marzo a casa di una parente di uno degli appartenenti a una presunta banda criminale che il governo egiziano aveva indicato come responsabile della morte di Regeni. I membri del gruppo erano stati uccisi in una sparatoria e l’Egitto aveva decretato il caso chiuso. Gli inquirenti egiziani sono stati invitati a Roma a dicembre, dove dovrebbero incontrare la famiglia Regeni.
La morte di Giulio Regeni e il futuro dell’Egitto

“La morte di Giulio Regeni ha colpito a livello personale molti di noi, anche quelli che non lo conoscevano. La crudeltà delle persone che lo hanno ucciso non ha limiti e tutti noi possiamo essere le prossime vittime”. La giornalista egiziana Lina Attalah racconta la situazione politica del paese e come i giornalisti e i militanti egiziani per la democrazia hanno vissuto l’omicidio del ricercatore italiano. Dal festival di Internazionale a Ferrara. Leggi

  • 05 Set 2016 15.05

Hossam Bahgat, l’avvocato d’Egitto

Hossam Bahgat, giornalista e attivista egiziano, riceverà a Ferrara il premio Anna Politkovskaja alla presenza dei genitori di Giulio Regeni. Leggi

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Le verità ignorate su Giulio Regeni

Se volete sapere la verità sul caso di Giulio Regeni leggete questo libro che Lorenzo Declich ha scritto rapidamente, a caldo, sulla base di una conoscenza approfondita del mondo arabo e del regime egiziano, usando testi e testimonianze disponibili in rete, che ha tradotto dall’arabo e spesso pubblicato integralmente. Leggi

La verità su Giulio Regeni deve chiederla tutta l’Europa

Cinque mesi dopo l’uccisione del ricercatore italiano Roma aumenta la pressione sulle autorità egiziane per conoscere i veri responsabili dell’omicidio. L’Unione europea potrebbe mostrare di avere una politica estera comune e sostenere l’Italia approvando sanzioni comuni contro l’Egitto. Leggi

L’Egitto voleva censurare le notizie su Regeni.
L’Egitto voleva censurare le notizie su Regeni. Il ministero dell’interno del Cairo ha mandato per errore ad alcuni giornalisti un documento che rivela la strategia di comunicazione del governo in relazione alle proteste della stampa. Da domenica un gruppo di reporter manifesta nella sede del sindacato contro l’arresto di due colleghi. Nel testo si parlava anche dei modi per censurare le notizie sulla morte di Giulio Regeni.
Arrestati giornalisti e attivisti che indagavano sulle sparizioni forzate in Egitto.
Arrestati giornalisti e attivisti che indagavano sulle sparizioni forzate in Egitto. La reporter Basma Mostafa, che aveva intervistato la famiglia presso la quale erano stati trovati i documenti di Giulio Regeni, è stata fermata insieme a dei colleghi in piazza Tahrir. Il 24 aprile è stato arrestato Ahmed Abdallah, direttore della Commissione egiziana per i diritti e le libertà. Abdallah aveva documentato centinaia di casi di sparizioni forzate nel paese. Le autorità egiziane stanno indagando anche sulla Reuters, che ha da poco pubblicato un articolo sul caso Regeni.
Giulio Regeni sarebbe stato arrestato dalla polizia egiziana prima di essere ucciso.
Giulio Regeni sarebbe stato arrestato dalla polizia egiziana prima di essere ucciso. Lo afferma l’agenzia Reuters, citando fonti anonime dell’intelligence e della polizia egiziana. Regeni, secondo questa ricostruzione, sarebbe stato fermato dalla polizia il giorno della sua scomparsa, il 25 gennaio. Il corpo del ricercatore è stato trovato con segni di tortura il 3 febbraio alla periferia del Cairo.
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L’ambasciatore italiano in Egitto è rientrato.
L’ambasciatore italiano in Egitto è rientrato. Maurizio Massari ha lasciato il Cairo, dopo essere stato richiamato per consultazioni dal ministro degli esteri Paolo Gentiloni in seguito agli sviluppi delle indagini sul caso Regeni. La procura di Roma, che indaga sull’omicidio del ricercatore ritrovato al Cairo, ha annunciato che farà una nuova richiesta per ottenere i tabulati telefonici di una decina di persone e i video delle zone frequentate dal giovane.
L’Italia verso una nuova rogatoria per acquisire tutti i documenti su Giulio Regeni.
L’Italia verso una nuova rogatoria per acquisire tutti i documenti su Giulio Regeni. La procura di Roma, che indaga sull’omicidio del ricercatore ritrovato al Cairo, inoltrerà una nuova richiesta per ottenere i tabulati telefonici di una decina di persone e i video delle zone frequentate dal giovane. Gli inquirenti del Cairo non li hanno consegnati per “rispettare la privacy” dei cittadini egiziani. Per questa mancanza il governo ha richiamato l’ambasciatore in Egitto.
Il caso di Giulio Regeni è una questione politica, non di onore patrio

Finalmente, doverosamente, il governo italiano ha deciso di richiamare il suo ambasciatore dall’Egitto. Il presidente del consiglio Matteo Renzi ha detto che è stata una questione di dignità. Quello che colpisce nella vicenda dell’omicidio di Giulio Regeni è vedere come, anche in questa circostanza, se ne sottovaluti l’importanza politica e lo si riduca a una questione di umanità o di onore. Leggi

L’Italia ha richiamato l’ambasciatore al Cairo.
L’Italia ha richiamato l’ambasciatore al Cairo. Nel dossier sull’omicidio del ricercatore Giulio Regeni consegnato dagli inquirenti egiziani alla procura di Roma mancano i video e i tabulati telefonici richiesti. Il ministro degli esteri Paolo Gentiloni ha quindi deciso di richiamare l’ambasciatore Maurizio Massari, interrompendo la collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due paesi.
L’Italia richiama il suo ambasciatore al Cairo.
L’Italia richiama il suo ambasciatore al Cairo. L’ambasciatore Maurizio Massari sta tornando in Italia per consultazioni con la Farnesina. L’ha deciso il ministro degli esteri Paolo Gentiloni, dopo il fallimento dell’incontro tra inquirenti egiziani e procura di Roma sull’omicidio di Giulio Regeni. Il corpo del ricercatore è stato trovato con segni di tortura il 3 febbraio alla periferia del Cairo.
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