Eritrea

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Che fine hanno fatto i rifugiati di piazza Indipendenza?

Molti dormono in strada, alcuni sono ospitati da amici e familiari, altri sono andati nei centri di accoglienza, dove però le famiglie rischiano di essere divise. Leggi

Sgomberare gli sgomberati, il fallimento dell’accoglienza a Roma

Roma non riesce a varare un piano per l’accoglienza perché i migranti, i richiedenti asilo e i rifugiati non sono considerati parte delle nostre comunità. Leggi

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A Roma i rifugiati eritrei finiscono per strada

Dall’amministrazione comunale non è stata offerta nessuna alternativa per le famiglie di rifugiati che per il momento sono costrette a dormire per strada. Leggi

Da profugo a fotografo, la storia di Sinawi Medine

Anni fa aveva intrapreso un viaggio lungo e doloroso. Era fuggito dal suo paese, l’Eritrea. Aveva attraversato prima il deserto e poi il mare ed era arrivato in Europa senza niente. Ora, con una macchina fotografica in mano e a bordo di una nave di salvataggio attiva nel Mediterraneo, guarda negli occhi i migranti e rivede se stesso. Sinawi Medine racconta al Washington Post il suo lavoro. Leggi

Asmara tra presente e passato

Arrivato ad Asmara per documentare l’architettura modernista, il fotografo texano Eli Durst scopre un nuovo modo di raccontare la città eritrea, lasciandosi ispirare dal vecchio cinema italiano e dalla vita urbana contemporanea. Leggi

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Ritorno ad Asmara

Erminia è una donna divisa a metà tra Africa ed Europa, asmarina al 100 per cento. Ed è in uno dei suoi ritorni ad Asmara “in un tardo pomeriggio di fine novembre” che tocca con mano il dolore dei nostri tempi. Leggi

Migliaia di eritrei a Ginevra chiedono il rispetto dei diritti umani nel loro paese
Migliaia di eritrei a Ginevra chiedono il rispetto dei diritti umani nel loro paese. Gli eritrei, tra cui molti rifugiati, hanno manifestato a sostegno della Commissione dell’Onu che accusa il regime di Isaias Afewerki di aver compiuto crimini contro l’umanità dal 1991. Secondo il rapporto pubblicato l’8 giugno, in Eritrea 400mila persone vivono in condizione di schiavitù.
Amnesty international chiede il rilascio di 21 prigionieri politici, detenuti in Eritrea
Amnesty international chiede il rilascio di 21 prigionieri politici, detenuti in Eritrea. Sono in carcere da più di 15 anni, perché sono oppositori del regime di Isaias Afewerki. Il 21 giugno il ministro degli esteri di Asmara, Osman Saleh, in un’intervista a Radio France international, ha detto che i prigionieri sono tutti vivi.
L’Etiopia accusa l’Eritrea di aver innescato il conflitto alla frontiera.
L’Etiopia accusa l’Eritrea di aver innescato il conflitto alla frontiera. “La possibilità di una guerra totale dipenderà dall’atteggiamento di Asmara”, ha detto il portavoce del governo etiope Getachew Reda commentando le violenze scoppiate al confine tra i due paesi il 12 giugno in cui sono morti numerosi militari. I due paesi sono stati in guerra dal 1998 al 2000, ma da quando sono stati firmati gli accordi di pace nel 2000, sono frequenti scontri a bassa intensità lungo la frontiera.
Scontri al confine tra Eritrea ed Etiopia, numerose vittime.
Scontri al confine tra Eritrea ed Etiopia, numerose vittime. Secondo Asmara, l’Etiopia avrebbe lanciato un attacco contro i soldati eritrei a Tsorona, 130 chilometri a sud della capitale e a circa 20 chilometri dal confine con l’Etiopia. Si tratta di una zona di montagna, molto povera, in cui durante la guerra del 1998-2000 i combattimenti sono stati particolarmente intensi.
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L’uomo eritreo estradato in Italia nega di essere un trafficante di esseri umani.
L’uomo eritreo estradato in Italia nega di essere un trafficante di esseri umani. Arrestato in Sudan, è stato trasferito in Italia su richiesta della procura di Palermo perché si pensava che fosse Mered Yehdego Medhanie, capo di una delle più grandi organizzazioni che operano tra l’Africa centrale e la Libia, accusato di aver organizzato, tra le altre, la traversata dell’imbarcazione naufragata il 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa con più di cinquecento persone a bordo.
L’Eritrea accusata di crimini contro l’umanità

In Eritrea, dal 1991, anno in cui il paese del Corno d’Africa ha conquistato l’indipendenza, sono stati commessi numerosi crimini contro l’umanità. È quanto sostiene il rapporto della commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite pubblicato l’8 giugno a Ginevra. Leggi

L’Onu accusa l’Eritrea di crimini contro l’umanità.
L’Onu accusa l’Eritrea di crimini contro l’umanità. Secondo un’inchiesta delle Nazioni Unite, negli ultimi 25 anni più di 300mila persone sono state ridotte in schiavitù attraverso la coscrizione militare da funzionari dello stato. Le autorità eritree si sarebbero rese colpevoli anche di omicidi, torture, violenze sessuali e tuttora hanno l’abitudine di sparare a vista contro le persone che cercano di varcare i confini del paese. I rifugiati eritrei sono tra i principali gruppi che cercano di attraversare il Mediterraneo per arrivare in Europa. Il governo eritreo ha definito le accuse “politicamente motivate”.
L’Eritrea festeggia l’indipendenza ma sprofonda nel totalitarismo 

Venticinque anni dovrebbero essere una bella età, ma non per l’Eritrea che celebra un quarto di secolo di indipendenza questa settimana con numerose cerimonie. Un’indipendenza ottenuta dopo una sanguinosa lotta contro l’Etiopia (il conflitto è durato trent’anni, dal 1961 al 1991). Leggi

A Roma etiopi ed eritrei si riscoprono fratelli

In fondo a via Tiburtina, a Roma, vicino a Rebibbia, nel cortile di un istituto dei Salesiani non più in uso, una domenica mattina di febbraio, decine di persone sono riunite per una funzione religiosa, nel vento freddo e nel sole. Indossano il tipico velo bianco decorato ai bordi, sopra ai pantaloni e alle gonne, molti hanno gli ombrelli colorati delle feste, cantano e battono le mani al ritmo di un tamburo. Leggi

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Asmarina, l’album di famiglia degli eritrei in Italia

Asmarina è un documentario che recupera la memoria, ricucendo insieme le storie della comunità eritrea ed etiope, che vive e lavora intorno a porta Venezia a Milano. Leggi

Sinai, viaggio nella barbarie

Voyage en barbarie è un’indagine sul traffico di esseri umani nel Sinai, raccontato attraverso la testimonianza di tre sopravvissuti. Il documentario, presentato al festival di Ferrara, ha vinto il premio Albert Londres 2015, tra i più importanti riconoscimenti del giornalismo francesi. Oggi sarà proiettato a Palazzo Giustiniani, a Roma. Leggi

In Israele c’è una piccola Asmara

Secondo le autorità israeliane sono almeno 65mila i migranti africani entrati illegalmente nel paese tra il 2006 e il 2013. Circa 45mila si sono fermati: vengono soprattutto dall’Eritrea (33mila) e dal Sudan (8.500). Israele, però, ha concesso lo status di rifugiati solo a quattro eritrei. Leggi

Aperta un’inchiesta sul profugo eritreo ucciso in Israele

La polizia israeliana ha aperto un’inchiesta sull’uccisione di un profugo eritreo avvenuta durante l’assalto armato nella stazione di autobus di Beersheva, nel sud di Israele. Si pensa che i civili responsabili dell’omicidio abbiano scambiato Zarhum per un complice dell’attentatore. Leggi

La Germania non è un paradiso per i migranti

La Germania è il paese d’Europa in cui sono state presentate più richieste d’asilo nel 2015: alla fine dell’anno potrebbero superare le 400mila. Ma anche il sistema di accoglienza tedesco, tra i più efficienti dell’Unione, è in difficoltà. Viaggio in un centro di Amburgo.  Leggi

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