Virus

Sette cose che ci insegna il coronavirus

Cosa ci insegna, e cosa ci dice su noi stessi questa faccenda del coronavirus, sulla nostra condizione e su come percepiamo quanto ci accade intorno. Leggi

Le madri adolescenti durante l’epidemia di ebola

“Durante la crisi le ragazze non pensavano al rischio che correvano andando con gli uomini. Pensavano solo a mantenere le loro famiglie”. Al tempo dell’epidemia di ebola le persone avevano paura del contatto fisico, ma in alcune regioni della Sierra Leone le gravidanze tra adolescenti sono aumentate del 65 per cento. Il reportage di Paul Myles e Davide Morandini. Leggi

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L’amore al tempo dell’ebola

Due ragazzi della Sierra Leone si sono innamorati durante l’epidemia di ebola, quando i contatti fisici tra le persone erano ridotti al minimo. Per sei mesi hanno comunicato solo attraverso il telefono. Poi il virus è stato debellato e si sono potuti abbracciare per la prima volta. Il reportage di Paul Myles e Davide Morandini. Leggi

I ragazzi della gang di Freetown che hanno lottato contro l’ebola

I Tripoli boys sono una gang di Freetown, in Sierra Leone. Durante l’epidemia di ebola si sono guadagnati la fiducia degli abitanti della baraccopoli Moa Wharf aiutando le persone a combattere la diffusione e gli effetti della malattia. Il reportage di Paul Myles e Davide Morandini. Leggi

Che cos’è la mers, la sindrome respiratoria mediorientale

La Middle East respiratory syndrome (mers), sindrome respiratoria mediorientale da coronavirus, è una patologia causata dal coronavirus Mers-Cov. Finora ha colpito soprattutto alcuni paesi del Medio Oriente.

Che cosa sono i coronavirus? Si tratta di virus a rna positivo individuati per la prima volta negli anni sessanta, sono stati chiamati così per la loro forma “a corona”, nell’osservazione al microscopio elettronico. Causano infezioni respiratorie sia negli esseri umani sia negli animali. Alcuni provocano banali raffreddori, ma è un coronavirus anche quello della sars (Sindrome acuta respiratoria grave), una forma atipica di polmonite, che nel 2003 ha causato 775 morti nel mondo.

Che sintomi danno le infezioni del coronavirus della mers? E come si curano? Ci sono poche informazioni sui sintomi. Nei casi confermati la malattia ha provocato febbre, tosse e difficoltà respiratorie anche gravi. Non è chiaro se il virus possa circolare in forma più leggera causando sintomi meno forti. Non esistono cure specifiche, l’unica forma di trattamento è il ricovero in ospedale per alleviare i disturbi respiratori che può provocare.

Come avviene il contagio e perché il virus somiglia alla sars? Il primo caso di morte da mers è stato registrato in Arabia Saudita nel giugno 2012. Finora tutte le persone a cui è stata diagnosticata la malattia fuori dal Medio Oriente avevano da poco visitato l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti o il Qatar. Il virus viene trasmesso per contatto prolungato e in particolare sembra diffondersi negli ambienti sanitari come gli ospedali, come era avvenuto anche per la sars. Gli epidemiologi sostengono che i virus della mers è quello della sars sono piuttosto simili. Probabilmente il virus della sars si è sviluppato nei pipistrelli e mutando sarebbe poi passato agli esseri umani. Le persone che hanno avuto la sars hanno dimostrato di avere nel sangue anticorpi attivi anche per la mers. Nel caso della mers, però, l’Organizzazione mondiale della sanità ha escluso che la malattia sia trasmessa dagli animali agli esseri umani, ma ha confermato che il contagio avviene per contatto prolungato con persone infette.

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Ottantasette casi di mers in Corea del Sud, 2.300 persone in quarantena

Sei persone sono morte in Corea del Sud per aver contratto il virus mers (sindrome respiratoria mediorientale). L’ultimo decesso, un uomo di ottant’anni, è avvenuto l’8 giugno a Daejeon, 140 chilometri a sud di Seoul. Sono in tutto 87 le persone che hanno contratto la malattia. Si tratta dell’epidemia di mers più grave in un paese non mediorientale. Più di 2.300 persone sono state messe in quarantena e quasi 1.900 scuole sudcoreane sono state chiuse.

La sindrome respiratoria mediorientale è causata da un tipo di coronavirus, lo stesso genere di virus a cui appartiene la sars (sindrome acuta respiratoria grave). Il primo caso di morte da mers è stato registrato in Arabia Saudita nel giugno 2012. La malattia si manifesta con febbre, tosse e difficoltà respiratorie, e in alcuni casi anche con polmonite e insufficienza renale.

Secondo gli esperti, il virus si trasmette attraverso un contatto diretto e non per via aerea. Il tasso di mortalità è del 36 per cento e non esiste ancora un vaccino o una terapia specifica. Oltre all’Arabia Saudita e alla Corea del Sud, altri casi sono stati registrati in altri paesi mediorientali, tra cui Giordania, Kuwait, Oman, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Yemen e Libano.

In Corea del Sud il primo caso di mers è stato quello di un uomo che si è ammalato durante un viaggio in Arabia Saudita, nel maggio del 2015. Il governo e le autorità sanitarie sudcoreane sono state criticate per la poca trasparenza con cui hanno affrontato l’epidemia, spesso tenendo la popolazione all’oscuro dei nuovi casi di contagio.

Con un ritardo di due settimane il governo sudcoreano ha pubblicato la lista dei 24 ospedali in cui sono ricoverati i pazienti affetti dal virus, la maggior parte dei quali si trovano a Seoul e nella provincia di Gyeonggi. Il sindaco di Seoul, Park Won-soon, ha accusato il governo di non aver fornito abbastanza informazioni sul virus ai cittadini. Il ministro della salute Moon Hyung-pyo ha però risposto di non voler creare panico nella popolazione. Secondo il vicepremier Choi Kyung-hwan non ci sono ragioni per temere che il virus possa ulteriormente diffondersi nel paese.

Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità, i nuovi casi registrati in Corea del Sud hanno fatto salire il bilancio degli infetti di mers in tutto il mondo a 1.236, tra questi i decessi sono almeno 445.

Gli scienziati cileni cercano la causa della morte di venti balenottere

Più di 20 cetacei senza vita sono stati trovati sulla costa meridionale del Cile il 21 aprile del 2015, vicino il Golfo de Penas. Le autorità stanno investigando sulle cause della morte. Secondo alcuni scienziati, potrebbe trattarsi di un virus o di avvelenamento alimentare. Leggi

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