Azerbaigian

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Cinque soldati morti in Azerbaigian negli scontri con i separatisti armeni.
Cinque soldati morti in Azerbaigian negli scontri con i separatisti armeni. Il ministero della difesa ha confermato che cinque militari sono rimasti uccisi negli scontri avvenuti la mattina del 25 febbraio tra l’esercito e i separatisti nel Nagorno-Karabakh, la regione a maggioranza armena che vuole l’indipendenza dall’Azerbaigian.
Approvata in Azerbaigian la riforma per dare più poteri al presidente Ilham Aliyev.
Approvata in Azerbaigian la riforma per dare più poteri al presidente Ilham Aliyev. Il 91,2 per cento dei votanti al referendum ha approvato la riforma costituzionale che estende il mandato presidenziale da cinque a sette anni e crea due incarichi di primo vicepresidente e vicepresidente, nominati direttamente dal capo dello stato. L’affluenza alle urne è stata intorno al 70 per cento. L’opposizione e le organizzazioni per i diritti umani avevano contestato le modifiche prima del voto.
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Il referendum in Azerbaigian
Referendum in Azerbaigian per accrescere i poteri del presidente
Referendum in Azerbaigian per accrescere i poteri del presidente. Gli azerbaigiani sono chiamati alle urne il 26 settembre per votare una riforma costituzionale che estende i poteri del capo dello stato Ilham Aliyev, al governo dal 2003. Tra gli emendamenti già approvati dalla corte costituzionale, l’estensione del mandato presidenziale a sette anni e la creazione degli incarichi di primo vicepresidente e vicepresidente, nominati direttamente dal capo dello stato. L’opposizione e le organizzazioni per i diritti umani contestano l’estensione “senza precedenti” dei poteri presidenziali, e allo stesso tempo gli arresti e le intimidazioni che hanno accompagnato la campagna del referendum.
In Azerbaigian liberata una giornalista d’inchiesta che era stata condannata a sette anni e mezzo di prigione.
In Azerbaigian liberata una giornalista d’inchiesta che era stata condannata a sette anni e mezzo di prigione. La giornalista azera Khadija Ismayilova era stata accusata di frode ed evasione fiscale ed era stata condannata da un tribunale di Baku a settembre. Ma dopo una campagna internazionale per la sua liberazione, Ismayilova è stata rilasciata. Nota per le sue inchieste sulla corruzione, Ismayilova aveva accusato il governo azero di aver raccolto delle prove false contro di lei “inventando i reati” che le erano stati contestati.
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Non si fermano le violenze nel Nagorno-Karabakh.
Non si fermano le violenze nel Nagorno-Karabakh. Nelle ultime ore, come informano i rispettivi ministeri della difesa, sono stati uccisi un soldato della regione separatista, controllata dai ribelli filoarmeni, e un militare azero. Queste violazioni del cessate il fuoco arrivano poco dopo l’impegno preso a Vienna dai presidenti di Armenia e Azerbaigian di rispettare la tregua e di impegnarsi per risolvere il conflitto con mezzi pacifici.
Durante la tregua
Gli abitanti del Nagorno-Karabakh temono che la tregua non regga

Nel Nagorno-Karabakh, la regione a maggioranza armena che vuole l’indipendenza dall’Azerbaigian, si è combattuto per quattro giorni, finché il 5 aprile le parti si sono accordate per una tregua. Ma gli abitanti della regione hanno paura e abbandonano la zona. Leggi

In fuga dal Nagorno-Karabakh
I separatisti e l’esercito azero trovano l’accordo per una tregua in Nagorno-Karabakh.
I separatisti e l’esercito azero trovano l’accordo per una tregua in Nagorno-Karabakh. L’annuncio è stato dato dai separatisti armeni e dal ministro della difesa dell’Azerbaigian.  Nei combattimenti, durati quattro giorni, sono morte almeno 64 persone. La regione del Nagorno-Karabakh, a maggioranza armena, vuole l’indipendenza dall’Azerbaigian, che è sostenuto dalla Turchia.
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Sale a 64 il numero dei morti in Nagorno-Karabakh.
Sale a 64 il numero dei morti in Nagorno-Karabakh. È il bilancio di quattro giorni di combattimenti, secondo un conteggio dell’Afp. La scorsa notte sono continuati gli scambi di tiri di artiglieria tra le postazioni dell’esercito azero e dei separatisti armeni. Oggi i rappresentanti di Russia, Stati Uniti e Francia s’incontrano a Vienna per discutere della crisi.
Almeno 20 morti nei combattimenti nel Nagorno-Karabakh
Almeno 20 morti nei combattimenti nel Nagorno-Karabakh. Lo riferisce la tv pubblica armena. I feriti sono 72. Nonostante il cessate il fuoco proclamato dall’Azerbaigian, il 4 aprile i soldati armeni sono stati colpiti da alcuni tiri d’artiglieria. Le forze azere hanno quindi intensificato i bombardamenti sulle posizioni dell’esercito delle forze separatiste locali, alleate dell’Armenia. Nell’enclave a maggioranza armena nell’ovest dell’Azerbaigian sono in corso le peggiori violenze degli ultimi vent’anni.
Il conflitto nel Nagorno-Karabakh fa alzare la tensione tra Russia e Turchia

Dal 1 aprile si sono riaccese le ostilità nella regione a maggioranza armena del Nagorno-Karabakh, che vuole l’indipendenza dall’Azerbaigian. Da allora sono rimasti uccisi almeno 33 soldati. Dietro la ripresa della guerra in questo piccolo territorio del Caucaso c’è l’ombra della tensione tra Russia e Turchia. Leggi

Il nuovo conflitto nel Caucaso nasconde interessi più vasti

La ripresa del conflitto tra l’Azerbaigian e la minoranza armena del Nagorno-Karabakh è preoccupante per almeno tre motivi: è un nuovo conflitto nel Caucaso, si svolge in un’area dove sono presenti dei jiahdisti e potrebbe essere un terreno di scontro a distanza tra Russia e Turchia. Leggi

L’Azerbaigian annuncia un cessate il fuoco unilaterale nel Nagorno-Karabakh
L’Azerbaigian annuncia un cessate il fuoco unilaterale nel Nagorno-Karabakh. Un portavoce del ministero della difesa azero ha annunciato che Baku cesserà le ostilità nella regione caucasica, contesa con l’Armenia dal 1988. Nelle ultime ore negli scontri tra truppe azere e armene sono morti circa trenta soldati di entrambi gli schieramenti e diversi civili: si è trattato delle peggiori violenze nella regione dalla tregua del 1994.
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Decine di morti negli scontri tra azeri e armeni nel Nagorno-Karabakh.
Decine di morti negli scontri tra azeri e armeni nel Nagorno-Karabakh. Dodici soldati azeri sono stati uccisi e un elicottero delle forze azere è stato abbattuto nelle ultime ore, mentre sarebbero morti almeno 18 soldati armeni durante gli scontri in corso nel Nagorno-Karabakh, una regione del Caucaso meridionale contesa tra Armenia e Azerbaigian dal 1988. Baku ed Erevan si accusano a vicenda di aver violato la tregua. Il presidente russo Vladimir Putin ha fatto appello perché sia rispettato il cessate il fuoco in vigore tra i due paesi dal 1994, che però è periodicamente violato da entrambi le parti.
Che succede nel Nagorno-Karabakh

Dodici soldati azeri sono stati uccisi e un elicottero delle forze azere è stato abbattuto nelle ultime ore, durante gli scontri in corso nel Nagorno-Karabakh, una regione del Caucaso contesa tra Armenia e Azerbaigian dal 1988. Leggi

Scontri tra azeri e armeni nel Nagorno-Karabakh.
Scontri tra azeri e armeni nel Nagorno-Karabakh. L’esercito armeno e quello azero si sono scontrati nella regione caucasica, che è contesa tra i due paesi dal 1988. Secondo Baku, sono stati uccisi 12 militari azeri e un elicottero è stato abbattuto. Il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto una tregua immediata e ha fatto appello alla “moderazione per evitare ulteriori vittime”.
Trattenuto in patria dalla polizia uno scrittore azero invitato in Italia.
Trattenuto in patria dalla polizia uno scrittore azero invitato in Italia. Akram Aylisli, romanziere ed ex parlamentare nato in Azerbaigian nel 1937, era in partenza dall’aeroporto di Baku per Venezia, dove era atteso al festival letterario Incroci di civiltà dell’università Ca’ Foscari. Il suo romanzo del 2013, Sogni di pietra, sui massacri degli armeni ha suscitato ritorsioni e polemiche.
Almeno 32 morti nell’incendio di una piattaforma di petrolio nel mar Caspio
Almeno 32 morti nell’incendio di una piattaforma di petrolio nel mar Caspio. Un gasdotto ha preso fuoco nell’impianto di Gunashli della Socar, la compagnia di stato dell’Azerbaigian. I soccorsi sono stati rallentati dal vento e dalle forti tempeste ma le fiamme sono state estinte. Quarantadue operai sono stati tratti in salvo.
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