Il senato argentino ha approvato un progetto chiave di deregolamentazione del mercato del lavoro promosso dal presidente argentino Javier Milei, al termine di una giornata caratterizzata da violenti scontri tra manifestanti e polizia Leggi
L’iraniana Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace 2023, nuovamente incarcerata in Iran da quasi due mesi, è in sciopero della fame da tre giorni contro le condizioni della sua detenzione Leggi
Il 2 febbraio l’Iran ha chiesto l’avvio di negoziati con Washington sul suo programma nucleare, mentre il giorno prima il presidente statunitense Donald Trump si era detto fiducioso sulle prospettive di un accordo Leggi
Il 29 gennaio i ministri degli esteri dei ventisette paesi membri dell’Unione europea (Ue) hanno concordato di designare i Guardiani della rivoluzione, l’esercito ideologico dell’Iran, come “organizzazione terroristica” Leggi
Un uomo viene arrestato durante le proteste scoppiate subito dopo la morte di Alex Pretti, un infermiere di 37 anni ucciso da due agenti della polizia di frontiera. A dicembre… Leggi
Presa di mira da Donald Trump, la città ha reagito costruendo un movimento dal basso, senza leader e radicato nei quartieri, che può offrire un esempio al resto del paese Leggi
Il 28 gennaio Donald Trump ha avvertito l’Iran che “il tempo sta per scadere”, riferendosi a un possibile attacco statunitense, mentre Teheran ha escluso di negoziare con Washington sotto minaccia. Leggi
Il 22 gennaio il vicepresidente statunitense JD Vance ha confermato che un bambino di cinque anni è in detenzione dopo un’operazione degli agenti dello United States immigration and customs enforcement (Ice) a Minneapolis Leggi
Carlo Gianferro è stato al Cairo per documentare le conseguenze della repressione sui giovani che parteciparono alle proteste del 2011 Leggi
Il 21 gennaio la centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande del mondo, è stata riattivata per la prima volta dal disastro di Fukushima del 2011, ha annunciato il suo gestore, nonostante le preoccupazioni degli abitanti Leggi
L’Arabia Saudita, il Qatar e l’Oman si sono attivati per convincere il presidente statunitense Donald Trump a evitare un attacco immediato all’Iran, mettendolo in guardia da “gravi ripercussioni per la regione”. Leggi
Una parte del personale della base militare statunitense di Al Udeid, in Qatar, ha ricevuto l’ordine di partire, hanno dichiarato due fonti diplomatiche all’Afp, dopo che Washington aveva minacciato un intervento militare in Iran. Leggi
Il 13 gennaio il presidente statunitense Donald Trump ha incoraggiato i manifestanti iraniani a continuare le loro proteste fino a rovesciare il regime, sottolineando sul suo social network Truth Social che “l’aiuto è in arrivo”. Leggi
Il 7 gennaio in varie città iraniane si sono svolte nuove manifestazioni antigovernative, alcune delle quali caratterizzate da violenze, nonostante gli inviti alla distensione lanciati dal presidente Masoud Pezeshkian. Leggi
Il 7 gennaio un agente dell’immigrazione ha ucciso una donna durante un’operazione a Minneapolis, un atto che il presidente statunitense Donald Trump ha definito “legittima difesa”. Leggi
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha annunciato il 18 dicembre che metterà il veto a una legge approvata il giorno prima dal congresso, che prevede una drastica riduzione della pena dell’ex presidente Jair Bolsonaro. Leggi
Il 18 dicembre gravi scontri si sono verificati a Dhaka, la capitale del Bangladesh, dopo la morte in un ospedale di Singapore di uno dei leader della rivolta studentesca del 2024, che era stato gravemente ferito in un attentato. Leggi
Sullo sfondo di sospetti di corruzione, Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump, ha rinunciato alla costruzione di un hotel di lusso a Belgrado al posto dell’ex quartier generale dell’esercito jugoslavo. Leggi
Il 15 dicembre la procura serba ha incriminato il ministro della cultura Nikola Selaković e altre tre persone per “presunte attività illecite” nell’approvazione di un progetto alberghiero legato a Jared Kushner. Leggi
L’11 dicembre il governo bulgaro si è dimesso all’indomani di una nuova imponente manifestazione contro la corruzione nell’apparato statale e a tre settimane dall’ingresso della Bulgaria nell’eurozona. Leggi
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