Faccio l’accompagnatore turistico da una vita e, nonostante l’abbia sempre fatto con passione, non credo che lo consiglierei a nessuno per via dei sacrifici e la precarietà che impone. Mio figlio si è fissato di voler fare proprio questo mestiere. Devo essere sincero e scoraggiarlo? –Mario

Un anno fa ho scritto per il sito di Internazionale un articolo sull’acconciatore Francesco Pegoretti, che ha lavorato tra gli altri a film di Matteo Garrone e Gabriele Salvatores. Sua madre, Alberta Giuliani, è un’acconciatrice con una lunga carriera alle spalle. Nonostante il suo successo, però, Alberta non voleva che il figlio seguisse le sue orme: “Ho cercato di scoraggiarlo in tutti i modi, gli ho consigliato di lasciare stare. Faceva l’università, mi dispiaceva che mollasse tutto, ma lui niente: si era messo in testa ’sta cosa e non ha sentito ragioni”.

A spiegarmi il motivo della sua opposizione ostinata è stato Francesco: “Quando ho detto a mamma che avrei lasciato l’università per lavorare nel cinema a tempo pieno non l’ha presa bene. Vedi, lei per me voleva un futuro migliore del suo, ambiva al salto sociale, e non era contenta che io restassi al suo livello”.

Quello di Alberta è il desiderio di tantissimi genitori, compreso te. Ma il “salto di livello” non ha niente a che fare con il tipo di mestiere che si fa: con grande orgoglio di sua madre, lo scorso anno Francesco Pegoretti è stato candidato all’Oscar e oggi è richiesto da registi di fama internazionale come Ridley Scott, per il quale sta lavorando sul set di un nuovo film su Napoleone. E sua madre non potrebbe essere più orgogliosa di lui.

Questo articolo è uscito sul numero 1452 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati