Unione Sovietica

Come il lago d’Aral rinasce dal deserto

Era uno dei più grandi laghi al mondo e ora è quasi prosciugato. La zona è diventata una distesa di sabbia, colpita da frequenti tempeste. Ma gli abitanti stanno cercando di renderla di nuovo vivibile. Leggi

I, Oblomov

Con la serie I, Oblomov il fotografo giapponese Ikuru Kuwajima costruisce un inno all’apatia. Le opere saranno in mostra al Lumiere brothers center for photography di Mosca fino al 13 maggio. Leggi

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La legge sulla shoah fa male alla Polonia

La Polonia dovrebbe avere gli anticorpi contro le manipolazioni storiche. Invece il governo del Partito diritto e giustizia conduce una guerra culturale per scrivere la storia a colpi di legge. Leggi

Arte e rivoluzione, l’eredità delle avanguardie sovietiche

Revolution. New art for a new world è un documentario che racconta l’incredibile parabola dell’arte sovietica dal 1917 al 1953. Leggi

Venticinque anni fa finiva l’Unione Sovietica

Venticinque anni fa cadeva un gigante, travolto dalle nebbie fuligginose della storia. In quel 26 dicembre 1991, all’indomani delle dimissioni di Mikhail Gorbaciov, l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (Urss) veniva ufficialmente sciolta dal Soviet supremo, in un’atmosfera incredibilmente pacifica. Leggi

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È morto il celebre clown russo Oleg Popov.
È morto il celebre clown russo Oleg Popov. Oleg Konstantinovič Popov è stato una colonna del circo Nikulin, l’istituzione circense di stato dell’Unione Sovietica, dalla metà degli anni cinquanta in poi. Proprio in quel periodo Nikita Chruščёv cominciò a organizzare delle tournée del circo prima in Europa e poi in tutto il mondo, nel tentativo di migliorare l’immagine dell’Urss agli occhi degli occidentali. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, Popov ha vissuto in Germania, ma nel 2015 era tornato in Russia. Aveva 86 anni.
Quel che resta di Černobyl, la centrale nucleare vista da un drone

L’Ucraina si prepara a ricordare il trentesimo anniversario dell’incidente della centrale nucleare di Černobyl, avvenuto il 26 aprile 1986. Il sito dell’ex centrale, ancora oggi altamente contaminato, visto da un drone in un video dell’Afp. Leggi

Perché Černobyl fa ancora paura

Il 26 aprile 1986 a Černobyl si è verificato il più grave incidente della storia in una centrale nucleare. Černobyl si trova in Ucraina settentrionale, e all’epoca era territorio dell’Unione Sovietica. Gli effetti di quella tragedia, trent’anni dopo, continuano a pesare sulla popolazione di una vasta area contaminata al confine tra Ucraina e Bielorussia, dove le autorità sostengono che oggi sia possibile una vita normale. Il reportage di Nicole Di Giulio e Antonella Spinelli. Leggi

Cosa resta della solidarietà internazionale di epoca sovietica

“Buongiorno Stalingrado! Sei all’altro capo del mondo, ma quando rombano i tuoi cannoni rombano per me e per tutti coloro che vogliono essere liberi”. I versi del poeta nero Langston Hughes fanno da didascalia a Things fall apart, mostra sulla propaganda sovietica rivolta ai neri discriminati negli Stati Uniti e colonizzati in Africa. Fino al 3 aprile alla Calvert 22 foundation di Londra. Leggi

La destra polacca s’inventa di aver fatto cadere il comunismo

È uno degli eventi che hanno segnato il crollo del comunismo in Polonia. Nel dicembre del 1970, dopo un aumento dei prezzi alimentari, sulla costa baltica arrivarono gli scioperi e la rivolta, violentemente repressa. Centinaia di operai rimasero uccisi o feriti e la polizia politica (Sb), inviata nella regione per individuare i capi della rivolta, procedette ad arresti di massa. Leggi

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A Mosca i funerali ufficiali dell’ex premier Primakov

La Russia dice addio a Evgenij Primakov. L’ex primo ministro e ministro degli esteri, morto venerdì 26 giugno all’età di 85 anni, sarà seppellito oggi nel prestigioso cimitero Novodevichy di Mosca. Per l’organizzazione dei funerali ufficiali, trasmessi in diretta tv, il presidente Vladimir Putin ha firmato un decreto ad hoc, istituendo una commissione presieduta dal suo capo di gabinetto, Sergej Ivanov.

Nel decreto seguito alla sua morte, Putin ha definito Primakov uno “statista eccezionale”. Considerato un falco, con una biografia ricchissima, è stato protagonista e testimone dei molti cambiamenti che hanno interessato Mosca dagli anni ottanta a oggi. Primakov iniziò la sua carriera come giornalista radiofonico e inviato speciale negli anni sessanta.

Fu allora che entrò nel vivo la sua attività nei servizi segreti sovietici e poi russi, fino al vertice, quando venne nominato direttore del Servizio segreto estero (Svr), carica che ricoprì dal 1991 al 1996. Fu sostenitore del multipolarismo come alternativa all’egemonia globale degli Stati Uniti – porta il suo nome una dottrina di politica estera, la “dottrina Primakov” appunto, basata sulla mediazione – e di una contemporanea espansione dell’influenza verso il Medio Oriente e le ex repubbliche sovietiche. Sua è stata anche l’idea di un rafforzamento delle alleanze con la Cina e l’India per contrastare le “rivoluzioni colorate” in Asia centrale.

Non ci sarà un’altra guerra fredda

“Il mondo è sull’orlo di una nuova guerra fredda. Alcuni sostengono che sia già cominciata”. Parole di Michail Gorbačëv, l’ultimo presidente dell’Unione Sovietica, l’uomo che ha inavvertitamente assestato il colpo di grazia al comunismo in Europa. Ha 83 anni, ha svolto un ruolo di primissimo piano nella fine della guerra fredda ed è considerato una specie di santo laico. Quindi sa perfettamente cosa sta dicendo, giusto? Leggi

Un pericolo chiamato Putin

È un uomo pericoloso per il suo paese e per il mondo. Il problema però è che i suoi ammiratori sono numerosi ed è chiaro perché. Leggi

L’Ucraina nella Nato?

Gli Stati Uniti e i paesi europei devono trovare un compromesso sull’allargamento dell’Alleanza atlantica per avviare un dialogo con la Russia. Leggi

Grenada, l’isola che è diventata un marchio

Il paese di cui non si è parlato questa settimana sui mezzi d’informazione. Leggi

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Quando l’Albania era amica di Mao

Il paese di cui non si è parlato questa settimana sui mezzi d’informazione. Leggi

La Mongolia inquinata dalle iurte

Il paese di cui non si è parlato questa settimana sui mezzi d’informazione. Leggi

Lo spettro di una guerra nel cuore dell’Europa

Per evitare un’ulteriore degenerazione del conflitto ucraino l’Ue deve proporre alla Russia un vero dialogo sul futuro del continente. Leggi

Le ragioni della spaccatura ucraina

All’origine del nazionalismo russo sfruttato da Vladimir Putin ci sono gli errori e l’indifferenza degli occidentali. Leggi

L’interminabile tragedia algerina

L’ennesima candidatura di Abdelaziz Bouteflika è lo specchio di un paese immobile e soffocato dalla dittatura militare. Leggi

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