Pesca

I piccoli pescatori lasciati a terra dalla pandemia e dai sussidi europei

Le grandi aziende ittiche, che usano pratiche distruttrici per gli ecosistemi marini, hanno approfittato dei sussidi comunitari destinati al settore durante la pandemia. I casi della Francia e dei Paesi Bassi. Leggi

I pescherecci stranieri svuotano il mare del Ghana

Negli ultimi anni migliaia di pescatori ghaneani hanno perso il lavoro a causa dei pescherecci industriali stranieri. Se questo tipo di pesca non sarà regolata, le risorse ittiche del paese si esauriranno presto. Il video. Leggi

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Muoiono i pesci nell’Eufrate

Mentre in Iraq il parlamento discute il bilancio del 2019, una moria di pesci ha colpito il fiume Eufrate. Le pescherie cercano di rassicurare i clienti come possono. Leggi

I mari africani svuotati dai pescherecci stranieri

Il pesce dell’Africa occidentale è in netta diminuzione. Lo catturano i grandi pescherecci stranieri incuranti delle leggi e della crisi dei pescatori locali. Leggi

Servono aree marine protette per salvare i pesci e l’ecosistema

Secondo le ultime statistiche dell’agenzia delle Nazioni Unite per il cibo e l’agricoltura (Fao), il pescato globale totale è sceso dagli 86 milioni di tonnellate del 1996 ai 77 milioni di tonnellate del 2010, un calo dell’11 per cento in 14 anni. Solo permettendo alle specie ittiche di riprodursi in aree dove la pesca sia vietata per uno o due anni si ripopoleranno mari e oceani. Leggi

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La pesca industriale spazza via i tonni e le tonnare artigianali

L’ultima mattanza a Favignana, in Sicilia, è del 2007 ed era già cosa d’altri tempi, anche perché il tonno rosso del Mediterraneo è quasi scomparso e la pesca è soggetta a quote. Non che manchi tonno sulle nostre tavole. Al contrario, è sempre più abbondante e a buon mercato. Leggi

Coltivare alghe e crostacei salverà il mare

Sono nato in un piccolo villaggio di pescatori sulla costa dell’isola di Terranova, in Canada. A quattordici anni ho lasciato la scuola e ho cominciato la mia vita in mare. Ho pescato tonni e aragoste nelle acque atlantiche dei Grandi banchi di Terranova, poi mi sono spostato nel mare di Bering per la pesca di merluzzi e granchi. Il problema era che stavamo distruggendo interi ecosistemi con le reti a strascico. Così andammo alla ricerca di soluzioni più sostenibili. Leggi

Entra in vigore il primo trattato internazionale contro la pesca illegale.
Entra in vigore il primo trattato internazionale contro la pesca illegale. Adottato dalla Fao nel 2009, diventa operativo dopo aver ottenuto l’adesione di 29 paesi più quella dell’Unione europa, che ha firmato come unica entità. Il nuovo trattato prevede che le parti stabiliscano dei porti riservati alle navi straniere, rendendone più semplice il controllo. Tuttavia non hanno aderito né la Cina né il Giappone, due pesi massimi sul mercato globale della pesca.
Pesca eccessiva

La pesca eccessiva sta causando una diminuzione globale del pescato. Daniel Pauly e Dirk Zeller, dell’università della British Columbia a Vancouver, in Canada, stimano che tra 1950 e il 2010 il pescato effettivo sia stato superiore ai dati ufficiali della Fao. Poi però è diminuito molto più velocemente di quanto dicano le stime ufficiali. Leggi

Come l’Europa prosciuga i mari africani

Issa Fall ha l’aria affranta. “Anche oggi abbiamo preso ben poco, appena di che ripagarci la nafta”. Pescatore dalla nascita e da “cinque generazioni”, l’uomo esce in mare tutte le mattine alle 9 per tornare nel primo pomeriggio e vendere il pescato al mercato informale sulla spiaggia di Soumbedioune, alla periferia di Dakar. Una piccola baia sonnacchiosa che, ogni giorno dopo le 16, si anima tra uomini che scaricano casse, donne che gridano prezzi tra banchetti improvvisati, decine di avventori che tra le urla scelgono, soppesano, negoziano e comprano. Ma l’atmosfera è tutt’altro che festosa. Leggi

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Una mattina nel gigantesco mercato del pesce di Tokyo

È chiuso la domenica, nei giorni festivi e spesso il mercoledì. È interamente coperto, diviso in sezioni separate da corsie ortogonali di varia larghezza. Ci entro alle nove: per le undici sarà tutto finito, e per l’una sarà in ordine dopo le operazioni di vendita, lavato e chiuso. Del resto la gente, lì, comincia a lavorare alle tre del mattino. Leggi

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