Commercio

Londra coinvolta nel braccio di ferro tra Pechino e Washington

L’imbarazzo britannico rischia di ripresentarsi anche in Europa. I paesi dell’Ue hanno sicuramente una forza commerciale, ma non hanno una politica estera coerente, in particolare nei confronti della Cina. Leggi

Il posto speciale dell’Africa nell’impero della Heineken

Le multinazionali sono spesso considerate un motore di sviluppo per il continente. L’esempio del colosso della birra mostra una realtà diversa e sconfortante. Leggi

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Huawei al centro della tensione commerciale tra Cina e Stati Uniti

Decine di milioni di consumatori di tutto il mondo sono stati trascinati nel conflitto sempre più acceso tra le due superpotenze. Leggi

Che succederà senza un accordo sui dazi tra Washington e Pechino

L’economia reale cinese sta già rallentando, e i nuovi dazi annunciati da Trump possono far precipitare la Cina e il mondo in una nuova recessione. Leggi

Gli europei affermano la loro sovranità commerciando con l’Iran

Instex è un sistema commerciale e di pagamento, e dimostra che non tutti i paesi europei appoggiano le sanzioni contro Teheran volute da Washington. Leggi

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I telefoni della Huawei e la guerra tecnologica tra due superpotenze

L’arresto della direttrice finanziaria dell’azienda cinese conferma la rivalità tra Washington e Pechino, nonostante la tregua sui dazi doganali. Leggi

Donald Trump e Xi Jinping all’inizio di una nuova guerra fredda

Gli Stati Uniti e la Cina sono due giganti impegnati in una guerra commerciale che potrebbe destabilizzare l’economia mondiale. Leggi

La via della seta arriva fino in Israele e in Palestina

Infrastrutture e scambi tecnologici con Tel Aviv. Commerci e riconoscimento dei rapporti con l’Autorità Nazionale Palestinese. La Cina allarga il suo raggio di azione diplomatico e commerciale. Leggi

A proposito di quelle strane aziende di moda su Instagram

Su internet c’è un nuovo genere di negozi. Chi li gestisce non realizza prodotti, ma ha altri trucchi per fare soldi a partire dal nulla. Leggi

Come il supermercato è diventato un’industria

La marca del distributore, ovvero il prodotto con il logo del supermercato, è in crescita inarrestabile. Da un alto permette prezzi di vendita più bassi, dall’altro rischia di creare un’omologazione verso il basso, alle lunghe dannosa per l’agricoltura, l’industria e per gli stessi consumatori. Leggi

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Supermercati, il grande inganno del sottocosto

La scritta campeggia ben visibile all’entrata del supermercato: “Sottocosto”. Passata di pomodoro a 0,49 euro, pacchi di pasta a 0,39, confezioni di tonno da quattro a 1,99 euro. Il locale è quello di una grande catena, a Roma. La promozione è simile a quelle delle aziende concorrenti in tutta Italia. Leggi

L’Europa approva nuove linee guida per la tracciabilità dei beni prodotti negli insediamenti ebraici.
L’Europa approva nuove linee guida per la tracciabilità dei beni prodotti negli insediamenti ebraici. Sulle etichette dei prodotti venduti nell’Unione europea deve essere chiara la provenienza specifica, anche nel caso dei beni di consumo agricoli e cosmetici prodotti negli insediamenti ebraici in territori occupati in Palestina e Siria, alcuni dei quali considerati illegali dall’Unione europea. Secondo il ministero degli esteri israeliano si tratta di una misura discriminatoria.
Le decisioni del parlamento europeo sul trattato di libero scambio con gli Stati Uniti

Il parlamento europeo mercoledì ha votato a favore di una risoluzione non vincolante sul trattato commerciale tra Stati Uniti e Unione europea, il partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Ttip). Il voto spiana la strada ai negoziati tra Bruxelles e Washington per creare un’area di libero scambio, ma stabilisce delle raccomandazioni per tutelare gli standard europei in alcuni settori. Leggi

I democratici bocciano la normativa di Obama sul libero scambio

La camera dei rappresentanti ha approvato la normativa per velocizzare l’approvazione dei trattati con 219 voti a favore e 211 contrari. Il voto però è solo simbolico e per ora la normativa non diventerà legge, poiché in precedenza era stato bocciato un provvedimento posto come condizione dai democratici per dare il via libera al cosiddetto fast track, la legge per consentire al presidente di approvare accordi commerciali con altri paesi senza passare per il congresso.

Contro il Trade adjustment assistence (Taa) hanno votato 302 deputati, mentre i voti a favore sono stati 126. Il documento avrebbe consentito di dare assistenza e offrire formazione ai lavoratori che perderanno il posto una volta approvato il Trans-pacific partnership (Tpp), l’accordo di libero scambio con dodici paesi del Pacifico. Nonostante il voto contrario, i sostenitori del fast track hanno deciso di procedere comunque con la votazione, anche se non avrà validità, per testare l’umore dell’aula.

La Trade promotion authority (Tpa) avrebbe consentito a Obama di velocizzare l’approvazione dei trattati. Prima del voto il presidente era andato a Capitol hill per convincere gli esponenti del suo partito a non ostacolare il provvedimento. Ma molti democratici sono convinti che una nuova apertura delle frontiere possa portare alla chiusura delle aziende nel loro territorio.

Il provvedimento ha scatenato un forte dibattito tra i parlamentari. Il 22 maggio il senato a maggioranza repubblicana aveva approvato la procedura, ma il parere contrario della camera costringerà i parlamentari a rivedere la loro strategia, prima di ripresentare eventualmente il tema all’ordine del giorno.

La bocciatura è un duro colpo per Obama, che ha fatto del libero scambio la priorità economica della fine del suo mandato. Dal 1979 il congresso ha approvato quindici accordi commerciali grazie a una procedura simile. Anche quello con l’Unione europea (Transatlantic trade and investment partnership o Ttip) dovrebbe beneficiare di questa procedura.

Seoul e Pechino firmano un accordo di libero scambio

La Cina e la Corea del Sud hanno ufficialmente firmato un accordo di libero scambio che abolirà i dazi doganali su più del 90 per cento delle compravendite tra i due paesi per i prossimi vent’anni. L’accordo, concluso a novembre, è stato firmato dai ministri del commercio della prima e della quarta economia dell’Asia. La Cina è il maggiore partner commerciale della Corea del Sud.

I due paesi hanno normalizzato i rapporti commerciali nel 1992 e da allora gli scambi bilaterali hanno continuato a crescere: nel 2014 hanno raggiunto i 214 miliardi di euro, secondo i dati ufficiali forniti da Seoul. La Corea del Sud è uno dei principali investitori esteri della Cina e nel primo trimestre del 2015 ha immesso nell’economia cinese circa 1,4 miliardi di euro.

In base all’accordo, nei prossimi vent’anni saranno soppressi i dazi doganali sul 92 per cento dei prodotti cinesi importati dalla Corea del Sud e sul 91 per cento di quelli esportati da Seoul in Cina. Restano esclusi alcuni prodotti agricoli, come riso, manzo, maiale, pepe e calamari, e il settore delle automobili, per il timore di un’invasione cinese dei mercati sudcoreani. L’accordo entrerà in vigore dopo aver ottenuto il via libera del parlamento sudcoreano e di quello cinese.

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Il trattato che minaccia la democrazia

Il Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti tra l’Unione europea e gli Stati Uniti è pericoloso. Perché permetterebbe alle grandi aziende di citare i governi in tribunale. Al punto che perfino l’Economist lo ha definito “un modo per consentire alle multinazionali di arricchirsi a spese della gente”. Ma la mobilitazione popolare potrebbe riuscire a fermarlo. Leggi

La scommessa di Putin

Dietro la decisione russa di bloccare le importazioni dai paesi occidentali non c’è solo la crisi in Ucraina. Leggi

4,7

Negli ultimi quattordici anni il tasso medio annuo di crescita dell’Africa subsahariana è stato del 4,7 per cento. Leggi

Grossista

Caramelle, dolcetti, barrette di cocco coperte di zucchero: c’è questo e altro ancora in un piccolo bar vicino alla fermata dell’autobus. Ci sono giornate in cui si vende molto e altre quasi niente. Leggi

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