Lampedusa

L’isola italiana è il sogno dei migranti in cerca di lavoro in Europa o in fuga da una guerra. Ma è diventata anche il simbolo dell’inadeguatezza dei sistemi di accoglienza europei.

A Lampedusa si torna indietro di dieci anni sull’immigrazione

È bastato che negli ultimi mesi aumentassero gli arrivi nella piccola isola italiana per fare andare in tilt il sistema di accoglienza, già ridimensionato dal primo decreto sicurezza del 2018. Leggi

Meno partenze meno morti in mare: cosa c’è di vero

Meno partenze, meno morti in mare? C’è un’emergenza sbarchi a Lampedusa? Che rapporto c’è tra la rotta libica e quella tunisina? Domande e risposte. Leggi

pubblicità
Perché il centro per migranti di Lampedusa è stato chiuso

Si moltiplicano le denunce sulle condizioni disumane dell’hotspot e sulle violazioni dei diritti umani. Leggi

La telefonata che salva la vita ai migranti al largo della Libia

Secondo i dati della guardia costiera, la missione di ricerca e soccorso Triton ha salvato centinaia di migliaia di vite, più di 100mila solo quest’anno, e questo grazie a un protocollo di salvataggio ben collaudato, che viene avviato con una telefonata. Leggi

Perché dare un nome ai morti nel Mediterraneo è necessario

Tutto è cominciato il 3 ottobre del 2013, quando un’imbarcazione è naufragata a poche miglia marittime dall’isola dei Conigli, a Lampedusa. Leggi

pubblicità
Il destino di Lampedusa, terra di speranza e di passaggio

“Di fronte agli arrivi dei migranti, di fronte a questa umanità che attraversa Lampedusa, tu hai la possibilità di stare a casa tua, accontentarti di quello che vedi in televisione, oppure uscire e fare quello che è possibile”, dice la volontaria Paola. L’isola è un primo punto d’approdo per chi arriva dall’Africa, è la fine di una sofferenza per i migranti, ma spesso anche l’inizio di un nuovo viaggio. Leggi

Fuocoammare racconta Lampedusa con pudore e rispetto

Il film di Gianfranco Rosi Fuocoammare è stato premiato con l’Orso d’oro al festival di Berlino. È un orso d’oro meritato a un film decisamente contemporaneo, che si spera faccia riflettere gli spettatori incitandoli a una maggiore sensibilità nei confronti di un problema che ci riguarda tutti da molto, molto vicino. Leggi

Sui migranti l’Europa si prepara alla guerra

Un documento riservato del consiglio dell’Unione europea conferma che dal vertice straordinario sull’immigrazione di questo pomeriggio potrebbe uscire un piano che parla solo di controlli alle frontiere e meccanismi di espulsione, senza curarsi delle vite umane da salvare o delle stragi da evitare.  Leggi

Come parlare di immigrazione a scuola

È complicato in questi giorni fare un dibattito con gli studenti sui migranti. Anche perché le voci politiche si sono modulate su un’isterica ricerca delle cause, su una caccia ai colpevoli che impedisce di ragionare seriamente sui fenomeni e sui numeri. Leggi

I funerali delle vittime del naufragio

A Malta sono in corso i funerali delle 24 vittime del naufragio avvenuto tra il 18 e il 19 aprile al largo delle coste libiche. Si stima che le vittime del disastro marittimo siano 800, ma sono stati recuperati solo 24 corpi. La cerimonia celebrata all’ospedale mater Dei di Tal Qroqq è interreligiosa. Partecipano ai funerali il commissario europeo per gli affari interni e l’immigrazione Dimitris Avramopoulos, il ministro italiano dell’interno Angelino Alfano e il primo ministro maltese Joseph Muscat.

pubblicità
Vertice a palazzo Chigi su Libia e terrorismo

Il presidente del consiglio Matteo Renzi ha incontrato a palazzo Chigi i ministri dell’interno Angelino Alfano, della difesa Roberta Pinotti, degli esteri Paolo Gentiloni, e il sottosegretario Marco Minniti per fare il punto sulla Libia e sulla lotta al terrorismo. Nel pomeriggio Renzi parteciperà al vertice straordinario dell’Unione europea sull’emergenza migratoria, che seguirà a una riunione dei leader del Partito socialista europeo (Pse). Askanews

Più di 200 migranti salvati dalla guardia costiera arrivano a Catania

Il pattugliatore della guardia costiera Denaro, con a bordo 220 persone, è arrivato questa mattina al porto di Catania, in Sicilia.

Tra i migranti, salvati ieri mentre erano a bordo di due gommoni intercettati a circa 40 miglia dalle coste libiche, ci sono cinque donne. Askanews

Sbarcati nel porto di Salerno 540 eritrei e somali

Al molo Manfredi di Salerno 540 migranti sono sbarcati dalla nave della marina militare italiana Chimera. Erano stati recuperati da due imbarcazioni in avaria 150 miglia a sud di Lampedusa. Gli uomini sono 365 e le donne 174, di cui quattro in gravidanza. Con loro anche un bambino di pochi mesi e un minore non accompagnato. Sotto un tendone a parte sono stati sistemati un centinaio di profughi affetti da scabbia.

I migranti sono stati tutti identificati e fotografati e non risultano esserci scafisti. Sono somali ed eritrei, ha spiegato il questore di Salerno, Alfredo Anzalone. Si tratta dell’ottavo sbarco avvenuto in città dall’estate del 2014. Giovanni Cirillo, vice prefetto vicario di Salerno, ha detto che è ancora in corso una valutazione sulla destinazione dei migranti, dato che “i precedenti sbarchi hanno determinato un progressivo affollamento dei centri di accoglienza”. Una parte resterà comunque in Campania. Altri dovrebbero invece essere trasferiti in Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Calabria.

Perché si diventa scafisti

Gli scafisti sono diventati uno degli obiettivi principali da colpire per fermare gli arrivi di migranti via mare, ma non sempre sono dei veri e propri trafficanti di uomini. Al timone di gommoni e barche di fortuna sempre più spesso ci sono gli stessi migranti, istruiti alla meno peggio dai trafficanti prima di partire. Lo spiega Mussie Zerai, il prete eritreo che aiuta i migranti in difficoltà. Leggi

La Cei definisce vergognoso il piano dell’Unione europea sui migranti

La fondazione Migrantes, promossa dalla Cei, ha definito “assolutamente debole e per certi versi vergognoso” il piano in dieci punti dell’Unione europea sull’emergenza immigrazione. “Ancora una volta si pensa a contrastare i trafficanti e non a tutelare le persone attraverso i canali umanitari, con un piano sociale europeo nei paesi di arrivo dei profughi e migranti e con la cooperazione locale” ha dichiarato il monsignor Giancarlo Perego, direttore della fondazione.

Intervistato da Radio InBlu sull’ipotesi di un mandato internazionale per affondare le barche degli scafisti, ventilata anche dal ministro dell’interno Angelino Alfano, Perego ha commentato: “Parole come affondare, distruggere, respingere, senza che siano accompagnate da parole come tutelare, salvare, accogliere, non hanno prospettiva”. Askanews

pubblicità
Borderline, i muri dell’Europa

“Il confine europeo è un muro che dobbiamo scavalcare”. Così descriveva l’ingresso nell’Unione un giovane siriano incontrato in Turchia, che cercava di raggiungere la zona Schengen per ricostruirsi una vita lontano dalle bombe. Durante il nostro viaggio lungo la frontiera europea abbiamo visto muri sempre più alti, mari chiusi, spazi blindati.  Leggi

Cominciato nel porto di Augusta lo sbarco dei 446 migranti soccorsi ieri

È cominciato nel porto di Augusta, in Sicilia, lo sbarco della nave Bettica della marina militare, che trasporta i 446 migranti soccorsi ieri a circa ottanta miglia a sudest delle coste calabresi. I migranti, tra i quali ci sono 59 bambini e 95 donne, erano a bordo di un peschereccio in difficoltà che stava imbarcando acqua.

Secondo fonti dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), a bordo ci sono siriani, eritrei, palestinesi e sudanesi. Ci sarebbe anche un’altra nave con cinquecento persone a bordo in arrivo nel porto di Salerno, aggiunge l’Oim.

I sopravvissuti del naufragio nel canale di Sicilia arrivano a Catania

Sono arrivati a Catania, in Sicilia, i sopravvissuti del naufragio al largo delle coste libiche avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 aprile. A bordo del peschereccio c’erano almeno 800 persone, sono solo 28 i superstiti. Leggi

L’Onu conferma che sono 800 i morti del naufragio nel canale di Sicilia

Sono almeno 800 i morti del naufragio avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 aprile al largo delle coste libiche. Lo hanno dichiarato i rappresentanti dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) e dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, dopo aver raccolto le testimonianze dei sopravvissuti.

Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr nell’Europa del sud, ha dichiarato che le due organizzazioni hanno collaborato per confrontare i racconti dei superstiti: “C’erano più di 800 persone a bordo, tra cui alcuni bambini di 10 e 12 anni. Tra i passeggeri c’erano dei siriani, circa 150 eritrei e dei somali. Erano partiti sabato alle 8 da Tripoli”, ha spiegato.

I ventotto sopravvissuti, tra cui anche quattro minori, arrivano dal Mali, dal Gambia, dal Senegal, dalla Somalia e dal Bangladesh.

pubblicità
Abbonati a Internazionale per leggere l’articolo.
Gli abbonati hanno accesso a tutti gli articoli, i video e i reportage pubblicati sul sito.
Sostieni Internazionale
Vogliamo garantire un’informazione di qualità anche online. Con il tuo contributo potremo tenere il sito di Internazionale libero e accessibile a tutti.