Il presidente senegalese Bassirou Diomaye Faye ha promulgato una legge che inasprisce le pene per le relazioni omosessuali, che saranno punibili con la reclusione da cinque a dieci anni, in un contesto di aumento dell’omofobia Leggi
L’attivista Saadia Mosbah, figura di spicco della lotta contro il razzismo in Tunisia, arrestata quasi due anni fa con l’accusa di malversazioni finanziarie, è stata condannata il 19 marzo a otto anni di prigione Leggi
Il leader dell’opposizione ugandese Bobi Wine ha annunciato di aver lasciato temporaneamente il paese dopo aver trascorso due mesi in clandestinità in seguito alle elezioni presidenziali di gennaio Leggi
Il 12 marzo la Cina ha approvato una controversa legge di “unità etnica” che secondo le organizzazioni per i diritti umani danneggerà le minoranze etniche e culturali del paese Leggi
Il 9 marzo è cominciato in Turchia il processo al sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu, detenuto da un anno per accuse di corruzione che l’opposizione considera politicamente motivate Leggi
Il 18 febbraio le autorità gabonesi hanno bloccato vari social network, tra cui Facebook e TikTok, accusati di “generare conflitti sociali” e “destabilizzare le istituzioni” Leggi
Il 12 febbraio il Cremlino ha confermato che l’applicazione di messaggistica WhatsApp, molto popolare in Russia, è stata bloccata a causa della sua “riluttanza a rispettare la legge russa” Leggi
L’iraniana Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace 2023, nuovamente incarcerata in Iran da quasi due mesi, è in sciopero della fame da tre giorni contro le condizioni della sua detenzione Leggi
Di fronte alla minaccia di un intervento militare statunitense, gli abitanti dell’Iran fanno scorte e temono nuove violenze. E chi vive all’estero si preoccupa per i propri cari Leggi
Il 2 febbraio l’Iran ha chiesto l’avvio di negoziati con Washington sul suo programma nucleare, mentre il giorno prima il presidente statunitense Donald Trump si era detto fiducioso sulle prospettive di un accordo Leggi
Il 29 gennaio i ministri degli esteri dei ventisette paesi membri dell’Unione europea (Ue) hanno concordato di designare i Guardiani della rivoluzione, l’esercito ideologico dell’Iran, come “organizzazione terroristica” Leggi
Il 28 gennaio Donald Trump ha avvertito l’Iran che “il tempo sta per scadere”, riferendosi a un possibile attacco statunitense, mentre Teheran ha escluso di negoziare con Washington sotto minaccia. Leggi
Il governo iraniano non è mai stato così debole. Gira a vuoto affidandosi a una minoranza che lo sostiene per interesse Leggi
Secondo i risultati parziali, il presidente uscente Yoweri Museveni, al potere dal 1986, è nettamente in testa alle elezioni presidenziali del 15 gennaio, mentre il candidato dell’opposizione Bobi Wine è di fatto agli arresti domiciliari. Leggi
L’Arabia Saudita, il Qatar e l’Oman si sono attivati per convincere il presidente statunitense Donald Trump a evitare un attacco immediato all’Iran, mettendolo in guardia da “gravi ripercussioni per la regione”. Leggi
La mobilitazione degli iraniani contro il governo e le autorità religiose scuote le fondamenta del potere. Che ha reagito con estrema violenza. I manifestanti però sono determinati a resistere Leggi
In passato Teheran ha risposto al dissenso usando repressione e concessioni. Una strategia che stavolta potrebbe non funzionare Leggi
Una parte del personale della base militare statunitense di Al Udeid, in Qatar, ha ricevuto l’ordine di partire, hanno dichiarato due fonti diplomatiche all’Afp, dopo che Washington aveva minacciato un intervento militare in Iran. Leggi
Il 13 gennaio il presidente statunitense Donald Trump ha incoraggiato i manifestanti iraniani a continuare le loro proteste fino a rovesciare il regime, sottolineando sul suo social network Truth Social che “l’aiuto è in arrivo”. Leggi
Il 15 dicembre il comitato di sostegno di Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace, ha espresso preoccupazione per le sue condizioni di salute dopo l’arresto la settimana scorsa, definito “violento”. Leggi
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