Conflitto

Con il volto coperto

La settimana scorsa alcuni uomini con il volto coperto si sono fatti vedere in pubblico a Gaza. Volevano dimostrare di avere il controllo della situazione, ma il messaggio è stato interpretato in maniera opposta, come un segno di paura. Leggi

La solidarietà e l’impotenza

C’è un furgoncino con dei grandi altoparlanti che gira per le strade di Ramallah. Trasmette delle canzoni nazionaliste, cercando di rompere l’atmosfera laboriosa che si respira in città e di risvegliare lo spirito ribelle dei suoi abitanti. Leggi

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Vivere sotto assedio

Una scena spiega tutto: i partecipanti alla “conferenza di pace” organizzata da Ha’aretz a Tel Aviv costretti a lasciare la sala in fretta e furia. Era stato appena annunciato il possibile arrivo di un razzo da Gaza. Leggi

Ucciso a quattordici anni

Nella nostra realtà distorta un medico araboisraeliano che si prende cura di un soldato ferito è un raggio di luce. Leggi

Ridurre i danni?

Eyal Weizman, Il minore dei mali possibili Leggi

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Un invito al cantiere

Me ne stavo in piedi davanti a un cratere scavato dai bulldozer, bevendo un po’ di tahina, una crema di sesamo, dopo aver partecipato a un incontro sull’arresto dei bambini palestinesi organizzato da un gruppo antioccupazione. Leggi

Il diritto di tirare sassi agli oppressori

Tirare i sassi è un diritto per nascita e un dovere di chiunque sia sottoposto a una dominazione straniera. Leggi

Ingegneri in sciopero

Stavo intervistando un funzionario pubblico palestinese quando un uomo è entrato nel suo ufficio per fargli firmare un documento. “Non posso”, ha spiegato il funzionario, “sono in sciopero”. Leggi

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