Bosnia ed Erzegovina

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La lezione che il mondo non ha imparato dalla Bosnia

“Quando si distrugge la pace, si distrugge tutta la società. Poi ci vogliono anni per ricostruirla”. L’attivista bosniaco Kemal Pervanic spiega perché il processo di riconciliazione nei paesi dell’ex Jugoslavia durerà ancora decenni e paragona la retorica razzista e nazionalista usata oggi in occidente a quella usata nei Balcani negli anni novanta. Il video della Thomson Reuters Foundation. Leggi

Il processo a Ratko Mladić entra nella fase finale

Il 5 dicembre è cominciata la requisitoria finale del processo al generale serbobosniaco Ratko Mladić davanti al Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia. È accusato di genocidio e crimini contro l’umanità, commessi durante la guerra in Bosnia Erzegovina. La pulizia etnica non fu “la conseguenza della guerra ma il suo obiettivo”, ha detto il procuratore Alain Tieger. Mladić rischia una condanna all’ergastolo. Leggi

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Al via la fase finale del processo a Ratko Mladić per i crimini di guerra nell’ex Jugoslavia.
Al via la fase finale del processo a Ratko Mladić per i crimini di guerra nell’ex Jugoslavia. L’ex generale serbo, soprannominato il “boia dei Balcani”, deve rispondere di undici capi d’accusa di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità durante la guerra di Bosnia (1992-1995). La requisitoria del procuratore della Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia è cominciata il 5 dicembre e durerà per i due giorni successivi, dopo di che la parola passerà alla difesa. La sentenza è attesa per l’inizio del 2017. È l’ultimo grande processo del tribunale creato nel 1993.
Funerale di massa a Srebrenica
Il gruppo Stato islamico raccontato da quattro jihadisti

Per i combattenti jihadisti il califfato è un ideale universale. Ma, in realtà, è un progetto profondamente influenzato dai contesti nazionali. Interviste con quattro miliziani in Siria, Tunisia, Iraq e Bosnia. Leggi

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Passeggiata nella nebbia
Sarajevo nella nebbia
Foto sopra le nuvole
Il cielo diviso della Bosnia

Vent’anni fa, tra il 1 e il 21 novembre 1995 nella base dell’aviazione militare di Wright-Patterson a Dayton, in Ohio, si sono svolte le trattative che hanno portato all’accordo di pace per la Bosnia Erzegovina, in guerra dall’aprile del 1992. Il documento è stato poi firmato a Parigi il 14 dicembre 1995. Leggi

Modern love: un bacio rinviato

Nikolina è di Mostar, in Bosnia Erzegovina. Nel 1992 ha dodici anni e chiede a un compagno di classe di mettersi con lui. Il giorno dopo comincia la guerra. I due si ritrovano solo dopo vent’anni. Il video del New York Times. Leggi

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La notte delle stelle
La parola che i serbi non vogliono sentire

Chiedere scusa è difficile, ma ancor più difficile è chiedere scusa per un genocidio. La parola si blocca in gola a chi dovrebbe pronunciarla, come hanno dimostrato i turchi negli ultimi cento anni a proposito degli armeni dell’Anatolia orientale. Anche i serbi hanno appena dimostrato la stessa incapacità per quanto riguarda i musulmani bosniaci massacrati a Srebrenica. Leggi

Il premier serbo costretto a lasciare le celebrazioni a Srebrenica
Il premier serbo costretto a lasciare le celebrazioni a Srebrenica. Lancio di sassi e bottiglie alla cerimonia in Bosnia Erzegovina, l’11 luglio, per il ventesimo anniversario del massacro compiuto nel 1995 dalle forze serbe. Aleksandar Vučić ha lasciato il mausoleo di Potočari dove sono sepolte le vittime.
Il premier serbo costretto a lasciare le celebrazioni dell’anniversario di Srebrenica

Alcuni partecipanti alla cerimonia per il 20esimo anniversario del massacro di Srebrenica hanno lanciato sassi e bottiglie contro il premier serbo Aleksandar Vučić, costringendolo a lasciare il mausoleo di Potočari, dove sono sepolte le vittime. Prima di raggiungere Srebrenica per la commemorazione del massacro compiuto nel 1995 dalle forze serbe, di almeno 8mila tra uomini e bambini musulmani, Vučić aveva diffuso una lettera aperta in cui condannava l’eccidio.

Durante la visita al mausoleo, il premier serbo aveva appena deposto un fiore davanti al monumento che ricorda i nomi delle oltre 6.200 vittime identificate e sepolte nel cimitero quando la folla ha iniziato a scandire Allah akbar (dio è grande), lanciando pietre e bottiglie di vetro. Circondato dalle guardie del corpo, Vučić è riuscito a lasciare il cimitero tra gli appelli alla calma degli organizzatori.

Bosnia 1992-1995: la guerra in immagini

Bosnia 1992-1995 è un libro di un gruppo di fotografi e giornalisti bosniaci e stranieri che seguirono il conflitto. Questo video è una raccolta del lavoro dei fotoreporter, che ricostruisce il corso della guerra dall’inizio, nell’aprile del 1992, fino agli accordi di pace di Dayton del dicembre 1995. Attenzione: il video contiene immagini cruente. Leggi

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Le ferite di Srebrenica

L’11 luglio saranno vent’anni dal massacro di Srebrenica, in Bosnia Erzegovina: ottomila uomini e ragazzi musulmani furono uccisi dalle forze armate serbobosniache dopo un’offensiva durata cinque giorni. È stata la più grave strage commessa in Europa dopo la seconda guerra mondiale. Leggi

La Russia pone il veto su Srebrenica
La Russia pone il veto su Srebrenica. Mosca ha bloccato la risoluzione delle Nazioni Unite che definiva “genocidio” il massacro perpetrato nel 1995 in Bosnia orientale. I serbi guidati dal generale Ratko Mladić hanno ucciso ottomila persone di religione musulmana.
Scontro alle Nazioni Unite sulla commemorazione per Srebrenica

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha rinviato da ieri a oggi il voto su una risoluzione commemorativa della strage di Srebrenica, nel tentativo di convincere la Russia a non mettere il proprio veto al documento. Leggi

La guerra non ci sarà: il film di Daniele Gaglianone sulla Bosnia

L’11 luglio 2015 è il ventesimo anniversario del massacro di Srebrenica. Per l’occasione Internazionale fa vedere ai suoi lettori il documentario Rata néce biti (La guerra non ci sarà), di Daniele Gaglianone, dedicato alle conseguenze e all’eredità della guerra e della pulizia etnica in Bosnia Erzegovina. Leggi

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